Il Bari attende il suo destino. O sarà serie B ( anche se le voci da Castellammare di Stabia non sono particolarmente positive per i "galletti") o sarà serie C con il campo che, in questa stagione, ha sancito una retrocessione dolorosa e lancinante, proiettando la compagine biancorossa verso la disputa della terza serie professionistica nazionale. Un campionato che il Bari ha già affrontato recentemente e che lo ha visto protagonista per ben tre stagioni consecutive nell'era De Laurentiis. Le tre stagioni in questione solo la 2019-20 conclusasi con la sconfitta in finale play off contro la Reggiana, la 2020-21 finita amaramente con il brutto ko contro la Feralpisalò sempre nei play off e poi l'annata felice 2021-22 con la promozione diretta in serie B con Michele Mignani seduto in panchina.
La serie C, si sa, è un campionato particolare e tosto dove occorrono giocatori che conoscano bene la categoria e che si calino subito nella mentalità di questo torneo cosi insidioso. Il Bari, soprattutto nella stagione della vittoria del campionato, ha saputo coniugare esperienza e gioventù, inserendo nel proprio organico calciatori dotati di particolari caratteristiche temperamentali e di leadership. Non può che venire in mente Mirko Antenucci, attaccante ancora molto vivo nei ricordi dei tifosi del Bari, che ha rappresentato l'assoluto simbolo di quella compagine capace di raggiungere la serie B con umiltà, determinazione e spirito di sacrificio. Un vero punto di riferimento per tutto lo spogliatoio e per chi ha sempre cercato di riportare i "galletti" in alto al più presto.
Proprio questo, se sarà serie C, dovrà essere il minimo comune denominatore del Bari che verrà. Avere, cioè, al suo interno, calciatori con le stesse qualità e prerogative di Antenucci. Senza dimenticare altre tipologie di giocatori che servirebbero molto alla causa biancorossa se si vorrano avere ambizioni di immediata risalita. Nella stagione trionfale 2021-22, fondamentale fu anche l'apporto di giocatori come Ruben Botta, non solo per la sua qualità tecnica ma anche per la capacità di saper fare "legna" anche nei momenti più complicati delle partite. Cosi come essenziale furono giocatori come Di Cesare e Maita sul piano temperamentale e dell'esperienza e come Mallamo ( protagonista della finale play off per la promozione in B con il Brescia) sul piano della profonda conoscenza della categoria.
Insomma, la serie C andrà affrontata in una certa maniera senza assolutamente lasciarsi prendere da nomi altisonanti e giocatori con caratteristiche assolutamente non consone alla tipologia di campionato che si andrebbe ad affrontare. Sempre che si vogliano avere reali ambizioni di immediatoo ritorno in serie B.
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