Che questa sarebbe stata un'estate insolita, a causa di una pandemia che ha stravolto la normale esistenza, lo si era capito. Che questa anomalia avrebbe finito per coinvolgere anche il calcio barese ed il lavoro della famiglia De Laurentiis, era più difficile da prevedere. Ed invece, per la prima volta in due anni, la proprietà biancorossa si ritrova al centro di alcune polemiche riguardante la gestione della delicata fase di transizione fra le due stagioni.

Mai, prima d'oggi, tante critiche esplicite si erano sollevate da una città che, legittimamente, chiede certezze e risposte. E con ogni probabilità mai avremmo visto, fino a qualche settimana fa, un battibecco sui social fra tifosi ed il presidente Luigi De Lautentiis. Da un lato chi pretende chiarezza, dal'altro chi afferma di lavorare dietro le quinte per garantire il miglior risultato possibile alla società.

La ragione, probabilmente, sta nel mezzo. Da un lato la volontà di avere risposte chiare è sacrosanta, anche per fugar via paure correlate al legame con il Napoli, che non sono mai esplose pubblicamente ma son sempre rimaste latenti in una piazza diffidente dopo le delusioni societarie degli ultimi anni. Dall'altro è pur vero che il tempo da qui all'inizio della prossima stagione è ancora molto, e lavorare senza fretta può essere la chiave per evitare numerosi passi falsi.

Forse è dunque il momento di godersi per qualche ora il sole ferragostano, pur nel rispetto delle necessarie limitazioni. Per parlare di Bari ci sarà tempo, e le continue divisioni non fanno certo bene alla squadra. La vera forza degli ultimi due anni è stata l'unità d'intenti per cui tutti hanno marciato nella stessa direzione. Preservarla potrebbe aiutare in una stagione che si preannuncia difficile, ed in cui lavorare con serenità potrebbe essere fondamentale per non sbagliare nuovamente.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 14 agosto 2020 alle 22:00
Autore: Raffaele Digirolamo
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