Professione leader. Chiedere, per informazioni, a Raffaele Pucino, gigante della difesa biancorossa. Esperto, ma al passo coi tempi, è riuscito a riciclarsi nel modulo di Longo, impersonando - con estremo rendimento - il ruolo di braccetto di destra, essenziale nelle logiche di una difesa a tre. Proprio Pucino oggi è stato il protagonista della conferenza stampa andata in scena al San Nicola. Dal chiarimento su alcune sue dichiarazioni passate ("Alcune volte l'autostima e la consapevolezza di quello che sei, quando le esterni possono farti passare da arrogante. Tengo a chiarire che c'è sempre stato un amore verso questa piazza e per questi tifosi"), alle cento presenze in biancorosso ("Sono molto fiero di aver raggiunto questo traguardo, soprattutto qui che non è da tutti, e non è come raggiungerlo da altre parti"), sono arrivate parole non banali, in linea col profilo.

Una ventata di ottimismo quella che pervade, comprensibilmente, l'ambiente dopo gli ultimi risultati e il quarto posto che sembra finalmente costituire un taglio netto col recente passato e la stagione scorsa, difficilissima. "Quando si crea il 'priscio' diventa tutto più difficile per gli avversari, e questo ci avvantaggia, diventiamo una forza importante". Il priscio, appunto. Chissà che proprio dalla conferenza di Pucino non sia partita una nuova puntata del tormentone che, nelle migliori epoche, trascina puntualmente la letteratura barese del pallone. Un cliché, forse, ma dolcissimo e fortemente identitario.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 09 dicembre 2024 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoBari
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