Il futuro del calcio italiano è adesso nelle mani della serie C. Lo ricorda Il Giornale che, in merito alla riforma con soli 60 club professionistici, scrive sul proprio sito: “L’idea è quella di declassare (e detassare) la Serie C, retrocedendola al dilettantismo o meglio a tre gironi da 20 quadre semi-professionistiche: in questo modo i costi per gli ingaggi si abbatterebbero (del 50%) e si eviterebbe così, di rimbalzo, la raffica di fallimenti che si registra ogni anno. Allo stesso tempo, raddoppiare la B – promuovendo nel campionato cadetto le prime 6/7 degli attuali tre gironi di C – permette una cosa importantissima: darle più valore (e soldi) a livello di diritti tv, una cui parte (maggiore) andrebbe appunto alla nuova Serie B”. Un modo per rilanciare la serie C che, tra pochi introiti e tante spese, è annualmente in perdita di 120 milioni di euro ed è spesso afflitta da fallimenti societari.

Ma la rifondazione non piace a Francesco Ghirelli che, già parzialmente sfiduciato, perderebbe la sua presidenza di Lega Pro. Per attuare la proposta peserà il peso politico del Consiglio Federale, previsto il prossimo 3 giugno. Basterebbe, però, l’accordo di 31 presidenti della terza serie per permettere al Consiglio Direttivo di dare il proprio benestare, dando così il via alla riforma.

Sezione: News / Data: Ven 29 maggio 2020 alle 19:00
Autore: Gabriele Bisceglie
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