Ex diesse del Bari, Carlo Regalia parla a La Gazzetta dello Sport della situazione biancorossa: "Il primo passo del nuovo corso è un’analisi, il più possibile serena, su quanto accaduto nell’ultimo campionato. In modo da affrontare con maggiori certezze la stagione che verrà. Senza alcun pregiudizio nei confronti di alcuno. Ovvio che, se si è fallito l’obiettivo principale, qualche errore è stato commesso. Sul piano tecnico e in quello societario. Dalle scelte di mercato ai limiti palesati sul campo, guai a sottrarsi alle proprie responsabilità. A bocce ferme si ragiona meglio. L’ultimo Bari ha deluso perché non ha vinto una sola partita, la finale contro la Reggiana. Ma è arrivato secondo, il bilancio non può ritenersi fallimentare. Non occorrono stravolgimenti".

Regalia prosegue... "Il Bari è partito con il freno a mano tirato. Ha fallito la partenza, le prime giornate, e ha pagato a caro prezzo una Reggina super. Cosa cambierei? Prima si costruisce la società, poi si decide il tecnico, quindi si fa la squadra. Spesso non è rilevante cambiare un tot numero di calciatori, ma è fondamentale tenere quelli con la mentalità giusta. Sarebbe giusto ripartire da Antenucci perché ha dimostrato di essere determinante. Per vincere il campionato serve sempre un bomber da doppia cifra garantita. Magari non ne basta soltanto uno. Fare gol non deve mai essere un problema".

Sul prossimo campionato... "Ho sempre sostenuto che la C sia il campionato italiano più difficile, a prescindere dal lotto delle concorrenti alla promozione. La verità è che vince soltanto uno. Se il Bari si fosse piazzato al secondo posto in B, avrebbe già fatto il salto nella massima categoria. Invece deve ricominciare, con umiltà e con la rabbia di chi vuole arrivare prima degli altri. Ma stavolta non ripartirà da zero".

Sezione: News / Data: Mar 11 agosto 2020 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoBari
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