Sono giorni caldi per mister Vivarini: non si sa ancora se verrà confermato o meno. La nostra redazione ha quindi contattato Guido Carboni, ex allenatore dei biancorossi, per tracciare un’analisi sulla stagione del Bari e sul futuro.

Che stagione è stata? “E’ stata una stagione a due facce: prima parte deludente, con tante incomprensioni sia dal punto di vista tecnico che strutturale, poi da gennaio in poi il Bari ha fatto quello che doveva fare. Ha perso la Serie B per un soffio. Credo che quest’annata a prescindere insegni al club che certi errori li puoi pagare. Da settembre serve costanza nel rendimento. Anche la Reggina ha avuto alti e bassi ma è stata la più costante del campionato, non ha avuto gli scossoni del Bari. La stagione non può essere positiva perché l’obiettivo non è stato centrato però quando perdi l’annata a 90 minuti dalla fine devi avere la forza di ripartire e capire quello che è stato sbagliato l’anno prima”.

Un errore confermare Cornacchini a inizio stagione? “Confermarlo è stato un errore perché la società non gli ha dato la possibilità di giocarsi le sue carte. Sicuramente il suo Bari era più debole di quello di Vivarini. A gennaio è stata fatta una campagna acquisti importante, sono arrivati giocatori che hanno cambiato il volto della squadra e Vivarini ha tratto i benefici da questo. E’ stato un errore confermarlo perché non gli hai fatto la squadra che aveva Vivarini, questo è ciò che emerge a giochi fatti”.

Giudizio su Vivarini: “Vivarini ha fatto un ottimo lavoro, ha rimesso in piedi la squadra. Ha perso la B per un soffio, peccato perché nell’ultima partita non si è visto il Bari, non è riuscito a esprimere le potenzialità che aveva espresso fino ad allora. Grande rammarico. Giusto confermarlo e dargli la possibilità di partire dall’inizio con una squadra forte. E quando uno parte dall’inizio può espimere meglio i propri concetti”.

Torneresti a Bari, se ci fossero le possibilità? “Chi non tornerebbe? Ho allenato lì per due stagioni consecutive con grandi problemi di organico, quei campionati erano difficili e importanti con squadre forti come Torino, Bologna, Perugia e Verona. Il Genoa davanti aveva un certo Milito, Stellone, Caccia, per dirtene qualcuno. Sono stati anni positivi, abbiamo raggiunto l’obiettivo con costi contenuti. Ho avuto tanti colleghi che adesso fanno la Serie A: ad esempio l’anno dopo di me venne Maran e rimase solo pochi mesi, ma in seguito sono venuti Nicola, Stellone, Colantuono, gente che ha fatto la Serie A eppure a Bari non è riuscita a fare un buon lavoro. Bari è una piazza difficile, però credo di aver fatto bene. Resto tifoso del Bari, perché mi ha dato tanto”.

Novità per il futuro? “Quest’anno ho avuto tre proposte di Lega Pro, ma ho ritenuto di non dovermi buttare a campionato in corso su situazioni molto difficili. Poco tempo fa mi hanno proposto di tornare in Serie B, ma era una situazione molto difficile e ho preferito declinare perché quando entri in corsa ci vuole molta fortuna e il tuo lavoro viene sempre giudicato per pochi mesi. Preferisco una possibilità per poter ripartire con una squadra competitiva, per poter dire la tua. Se ci sarà possibilità bene, altrimenti non sono alla ricerca del contratto per forza. Alleno per passione, so che posso dare ancora qualcosa. Aspetto l’occasione giusta”.

Sezione: Esclusive / Data: Mar 04 agosto 2020 alle 16:30
Autore: Rino Cimini
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