Ora al Pomezia, Alessandro Del Grosso è stato difensore di diverse realtà come Salernitana, Catania, Pisa, Napoli e, ovviamente, Bari (con 49 partite tra il 1999 ed il 2001, ndr). Ai nostri microfoni, l'ex ha commentato le attuali vicende dei biancorossi, e non solo: "Se Salernitana e Bari giocano come quando si sono scontrate, possono solo che migliorare. Man mano che si va avanti, ci sono però difficoltà da superare ed il Bari, sin qui, sta facendo gruppo e, anche a livello societario, è ripartita per fare bene, senza grandi richiami e con testa al campo. È un buon inizio, rispetto agli altri anni". 

Inevitabile un focus sullo stadio vuoto, malus all'occhio di chi guarda ma forse 'benefico', visti i risultati casalinghi del Bari: "Lo sentono di meno. Meno gente va e più sono tranquilli. A me ed ai miei compagni rodeva, perchè significava che non andavamo bene, ma anche che dovevamo riportare i tifosi, ci dovevano dare una mano. In campi come Salerno o Bari, è tosta per le altre giocare con 25 mila tifosi avversari presenti. Sono un dodicesimo uomo in campo. Va detto che ora, lo scenario è desolante: neanche quando facevamo allenamento era così vuoto. In tribuna ti dicevano di tutto, ma li avevi lì per te e il loro umore dipendeva da te". 

E su queste poche presenze, al minimo nell'era DeLa contro il Giugliano, Alessandro dice: "Il pubblico di Bari desidera, è voglioso e non si accontenta. Vorrebbe cose migliori. 'Siamo venuti e siamo stati insultati, preso batoste a destra e sinistra, ed ora non veniamo per questi anni e contro questa proprietà, non perchè si è contro giocatori ed allenatore'. È una protesta civile, ma pesante". 

Quale elemento sta più incidendo sin qui? "C'è serenità. L'approccio è sempre giusto e senza timore. E poi, un ruolo importante lo stanno avendo anche Marino e Rastelli: conoscono pregi e difetti di tutti e stanno proteggendo anche quei calciatori che giocano meno. Stanno dando tutti qualcosa in più". 

Tra Maggiore, Darboe, Cerofolini e Butic, alcuni singoli stanno emergendo, tra cui qualche reduce dalla scorsa annata. Così Del Grosso in merito: "Per me, il gruppo rimane importante poichè è sinonimo di unità, anche quando le cose vanno male. E soprattutto se c'è gente, i soliti quattro o cinque, con la responsabilità di prendere più fischi od insulti a protezione degli altri. Tra chi è rimasto, e sta facendo bene, desumo che si siano riguardati e che abbiano capito che quello che ti dà Bari, altrove non lo trovi. Anche io sarei rimasto in C". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 17:15
Autore: Piervito Perta
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