A circa due mesi dal desolante play-out di ritorno di Bolzano la società continua a rimanere in silenzio. Quel silenzio che all'inizio poteva apparire sprezzante, presuntuoso e menefreghista è ormai divenuto una certezza. Alla Filmauro comunicare con la piazza importa poco, rendendo il rapporto con i tifosi sempre più inesistente, e poco importa alla piazza di ascoltare le frasi di chi ha condotto il Bari ad un umiliante retrocessione in C, dopo oltre quarant'anni.

Parlando razionalmente e lasciando da parte la comprensibile rabbia dei tifosi, è francamente imbarazzante che in una società di calcio professionistica, sino a qualche mese fa di serie B, un presidente non venga immediatamente a parlare con stampa e piazza dopo una retrocessione di questa portata. Ed è ancora più imbarazzante rimanere in silenzio per tutti i due mesi successivi. L'unico contatto reale è con la presidenza è avvenuto per mezzo dei solleciti di un sindaco che ha provato a combattere fin quando ha potuto.

In questo folle scenario la nomina di Marino, direttore estremamente navigato, stona con la condotta degli ultimi anni della società, apparsa più concentrata a badare che alla quantità piuttosto che alla qualità. Quanto sarebbe servito un Marino, ad esempio, sin dall'inizio della scorsa stagione. L'ex Udinese, tuttavia, ora si trova costretto, insieme a Minadeo, a dover ricostruire da zero la rosa. E il tempo corre sempre di più. Al 19 luglio il Bari non ha ufficializzato nessun acquisto e in agenda, da completare, ne risultano, almeno, una decina.

Il rischio più grosso, inoltre, è che Marino rimanga predicatore nel deserto: competente e preparato ma ben poco supportato da una società completamente assente. L'unica speranza dei biancorossi è proprio aggrapparsi al suo direttore, che potrebbe risultare, a conti fatti, l'unico vero top player in rosa. E la speranza è che possa compiere l'ennesimo miracolo. A Bari, ormai, i miracoli sono rimasti l'unico mezzo per sperare in qualcosa di più grande

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 19 luglio 2026 alle 13:00
Autore: Armando Ruggiero
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