Mattia Maita, Raffaele Maiello, Leonardo Benedetti, Michael Folorunsho. Sono i nomi che costituivano – fino a pochi mesi fa – quello che era uno dei centrocampi più forti dell’intero campionato di Serie B, forse il migliore. Di questi 4 grandi nomi solo due sono rimasti alla corte di Mignani prima e Marino poi: Benedetti e Folorunsho sono partiti verso lidi migliori.

Migliori fino a un certo punto perché - passi Folorunsho che gioca da titolare la Serie A con l’Hellas Verona - Benedetti non sta raccogliendo un grande minutaggio nella Samp di Andrea Pirlo. Si poteva e si doveva fare uno sforzo per trattenere almeno lui, dopo averlo scoperto, lanciato, protetto e poi coccolato.

Persi questi due pezzi da novanta, il Bari di Marino ha dovuto subito fare i conti con la rottura del crociato per Raffaele Maiello, il suo playmaker. A quel punto il centrocampo biancorosso ha mostrato una volta in più la propria fragilità. A questo si aggiungano le prestazioni al di sotto delle aspettative che Maita offre ormai da 10 mesi a questa parte ed ecco chiarita la situazione in casa Bari.

Fatto questo bilancio, ecco spiegato il centrocampo improbabile schierato da Marino contro il Venezia con Benali e Koutsoupias a galleggiare in mezzo al nulla. Un centrocampo scarno, privo di un metodista, privo di un assaltatore offensivo e privo di una mezzala di inserimento. Caratteristiche tecniche che in sede di mercato erano state individuate rispettivamente in Astrologo, Edjouma e Faggi.

Negli sciagurati 90 minuti contro il Venezia, un Bari privo di Maiello, con un Maita a mezzo servizio e un Acampora presente per onor di firma, nessuno di questi tre elementi è riuscito a raccogliere minuti. Non potrebbe esserci una fotografia migliore del calciomercato condotto questa estate. A ciò si aggiungano le parole di Marino che ha, fondamentalmente, scaricato Edjouma – a cui ha fatto eco Polito – e si aggiungano le 0 presenze per Astrologo e i pochi scampoli raccolti da Faggi (smarrito dalla seconda giornata contro la Cremonese)

Nel calcio si può vendere ma bisogna acquistare con tempismo e idee, caratteristiche che il diesse biancorosso aveva sempre mostrato di avere. E invece, ecco che in pochi mesi quello che era il miglior centrocampo della categoria è stato smantellato. Sono rimaste solo le macerie. Macerie che ora si abbattono su Pasquale Marino, l’ultimo dei colpevoli.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 28 novembre 2023 alle 20:30
Autore: Antonio Testini
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