Passano gli anni ma il mutismo perenne e provocatorio della famiglia De Laurentiis continua. Per ulteriori informazioni citofonare agli uffici della Filmauro, che ha deciso di chiudere le porte, in senso monetario e comunicativo, a partire dall'11 giugno 2023. Quella è stata la data che ha affossato, da un lato, i sogni di massima serie del Bari, dall'altro le velleità di un qualsiasi progetto sportivo degno di questo nome. Eccetto un post sui social, ci volle un mese intero per sapere come il Bari sarebbe ripartito dopo una mazzata del genere. La risposta della dirigenza fu lo smantellamento della squadra e la vendita di tutti i pezzi pregiati (quasi tutti alla casa madre) , sostituiti da pseudo giocatori, non all'altezza minimamente di Bari. Risultato: finale playout e serie C evitata grazie al duo Sibilli-Di Cesare, autentici trascinatori in una stagione tremenda. 

Quest'estate e lo scorso anno l'obiettivo dichiarato dal patron sono sempre stati "i playoff", frase di cui ancora non si è capito il significato. Curioso, per non dire tragicomico, quanto accaduto tra la fine della scorsa stagione e questa: un direttore che derubrica un nono posto, dopo quasi un anno intero nei playoff, come un "non fallimento", aggiungendo: "non siamo mica retrocessi" . Lo stesso direttore, la scorsa estate, manda via l'allenatore, caccia senza alcun motivo i beniamini di Bari (vedasi Maita e Benali) e ricostruisce, da zero, una rosa senza né capo né coda. Risultati disastrosi sino a novembre, con De Laurentiis, sempre rigorosamente in silenzio, che opta per l'esonero del solo allenatore, nominando un tecnico reduce da due meritatissimi esoneri. Segue un altro periodo da "mani nei capelli", che produce un nuovo esonero (e il ritorno di Longo) e l'allontanamento del ds a dieci giorni dalla fine del mercato. Un capolavoro di incompetenza e di non progettualità. L'arrivo di Longo è l'occasione per sentir parlare, ormai troppo tardi, De Laurentiis. 

A fine stagione, dopo la retrocessione più umiliante della storia del Bari, manda in pasto ai giornalisti Di Cesare e Longo, senza neanche provare a dare uno straccio di spiegazione. Segue la querelle col sindaco, dove fa attendere parecchi giorni per una normale risposta. Ad oggi, del possibile incontro col primo cittadino nessuna traccia. Nel mentre i giorni passano e il Bari si ritrova senza progetto tecnico e, presumibilmente, con nessuno (fortunatamente) dei protagonisti dello scorso anno. L'ottuso silenzio di un presidente disinteressato delle vicende della sua squadra rischia di far buttare, ancora una volta, alle ortiche un'altra stagione

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 02 giugno 2026 alle 13:00
Autore: Armando Ruggiero
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