Dovevano allungare la rosa, aumentare le soluzioni e portare freschezza. A stagione inoltrata, invece, alcuni dei profili più giovani arrivati in biancorosso (chi la scorsa estate e chi nel mercato invernale) si sono trasformati in presenze sporadiche, mai davvero entrare nel cuore dei progetti tecnici di Caserta, Vivarini e Longo.

Tra questi c’è Traoré, scommessa di gennaio con un background internazionale già significativo nonostante la giovane età. Arrivato a Bari dal Southampton, il classe 2006 era stato individuato come un innesto di energia e prospettiva per un centrocampo in difficoltà. Alle spalle, un percorso già ricco di esperienze: Valenciennes, Betis Deportivo e le convocazioni nelle nazionali giovanili francesi. Il suo impatto, però, è rimasto marginale. In biancorosso ha collezionato appena 268 minuti complessivi, distribuiti tra cinque spezzoni di gara e due sole presenze da titolare, per un totale di 146 minuti dal primo minuto. Un impiego frammentato, spesso nei minuti finali e senza reale possibilità di incidere.

Percorso simile anche per Burgio. Arrivato dopo una stagione positiva in Serie C con il Potenza, il classe 2001 si affacciava alla sua prima esperienza in Serie B con aspettative legate soprattutto alla sua spinta sulla fascia e alla duttilità tattica. Numeri alla mano, però, il suo contributo è stato più che ridotto: appena cinque presenze per un totale di 224 minuti. Non si vede più in campo da dicembre.

Diverso, ma con lo stesso esito, il caso di Darboe. Il centrocampista aveva approcciato la stagione con segnali incoraggianti, trovando spazio con una certa continuità nelle prime settimane: sei presenze nelle prime otto gare, distribuite tra titolarità e subentri, con la sensazione di poter rappresentare una risorsa utile in mezzo al campo. Poi lo stop improvviso. Un infortunio ne ha frenato la crescita e, di fatto, azzerato la sua presenza: Darboe manca dalla lista dei convocati già da novembre, uscendo completamente dai radar nel momento in cui stava iniziando a costruirsi un ruolo. Un’assenza prolungata che ha interrotto un percorso che sembrava in evoluzione e che, fino a quel momento, lasciava intravedere margini per un contributo più stabile nel corso della stagione.

Chiude il quadro Stabile, arrivato a Bari dopo sei mesi alla Juve Stabia in cui aveva trovato continuità e minuti con regolarità. Il passaggio in biancorosso, però, non ha avuto lo stesso esito. Il suo impiego si è ridotto al minimo: appena due gare giocate, di cui una da titolare e un ingresso nei minuti finali - poco più di sette minuti - senza la possibilità concreta di incidere. Un minutaggio estremamente limitato che non gli ha consentito di trovare ritmo né di entrare davvero nelle rotazioni. Dal campo alla panchina, fino a uscire progressivamente dai radar: un percorso che racconta le difficoltà di adattamento e la forte concorrenza nel reparto, lasciandolo di fatto ai margini del progetto tecnico.

Situazioni diverse, unite dallo stesso filo conduttore: quello di giocatori che, per motivi differenti - scelte tecniche, problemi fisici o adattamento - non sono riusciti a incidere. In un campionato lungo ed equilibrato come la Serie B, anche questi dettagli finiscono per pesare nell’economia della stagione.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 17:00
Autore: Martina Michea
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