La disfatta maturata al Brianteo brucia infinitamente di più di una normale sconfitta sportiva perché porta con sé il marchio infamante della rinuncia totale a lottare: vedere il Bari consegnarsi senza nemmeno accennare a un tiro in porta rappresenta uno spettacolo deprimente che non può essere giustificato nemmeno dalla caratura tecnica superiore degli avversari.

​I novanta minuti di apnea vissuti interamente in una sola metà campo testimoniano un crollo emotivo che cancella d'un colpo le fragili speranze nate dopo la vittoria contro il Modena: evidenziando la rassegnazione di un gruppo che sembra aver già tirato i remi in barca proprio nel momento in cui il calendario imponeva invece il massimo della ferocia agonistica per evitare il baratro.

​Con la corazzata Venezia che si staglia minacciosa all'orizzonte affrontare il resto del torneo con questa passività significa firmare la condanna definitiva alla Serie C: un destino che appare ormai inevitabile se non si ritrova immediatamente la dignità di chi è disposto a cadere ma solo dopo aver dato tutto sul terreno di gioco.

​Non è ammissibile che una piazza storica si rassegni a un naufragio così silenzioso e privo di sussulti davanti a squadre blasonate: la salvezza richiede fegato e chi non è pronto a mettercelo sta condannando una città intera a una retrocessione che sarebbe meritata solo per la totale mancanza di orgoglio mostrata in campo.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 13:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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