Se qualcuno aveva dei due dubbi, le ultime due gare del Bari li hanno dissipati: Bellomo e Galano sono due talenti veri. Dopo giorni in cui sono stati al centro dei battibecchi a distanza tra Torrente e il loro procuratore Davide Lippi che ne reclamava un utilizzo maggiore (Lippi, clicca qui - Torrente, clicca qui), i due prodotti del settore giovanile biancorosso hanno risposto alle critiche ricevute da tifosi e addetti ai lavori usando il linguaggio che più gli è congeniale: quello del pallone.

Qualcuno, forse, cominciava a nutrire perplessità sulle doti dei due scugnizzi. Bravi, certo, ma quando il gioco si faceva duro loro smettevano di giocare, al contrario di quello che i duri si dice che facciano. Insomma, passavano le giornate, e pian piano si faceva sempre più forte l'impressione che per Bellomo e Galano la strada per diventare profeti in patria si faceva via via più impervia. Poi, d'improvviso, il bagliore, due lampi a illuminare il cammino dei due. Bellomo che contro il Pescara s'inventa una parabola da centrocampo che conclude il proprio tragitto in fondo alle porta avversaria e Galano ieri che partendo da destra ha messo col il sinistro il pallone all'incrocio dei pali. Due goal da sballo.

Insomma, siamo difronte a due giocatori con numeri che solo i campioni hanno. Il che ovviamente non li rende già dei campioni: di talenti mai esplosi la storia del calcio ne è piena. Ora, dopo una stagione di transizione, dovessero rimanere anche l'anno prossimo nel capoluogo pugliese, spetterà a Torrente, o a chi eventualmente ne farà le veci, forgiare al meglio la materia prima di pregiata qualità di cui Bellomo e Galano sono fatti. Il talento non basta: serve sempre un pigmalione che ne esalti la foggia.

Sezione: News / Data: Sab 07 aprile 2012 alle 14:00
Autore: Diego Fiore
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