Le prime risposte sul campo avevano tratteggiando con precisione la struttura su cui poggiare l'ossatura del nuovo Bari: in un contesto infarcito di giovanissimi, il percorso di transizione tattica avviato dal mister si aggancia inevitabilmente sulle spalle di pochissimi senatori chiamati a fare da guida. Con una rosa in piena trasformazione, adesso però un elemento rischia di far saltare il banco.

​In mezzo al campo e nelle retrovie le gerarchie si sono lette ad occhi chiusi fin dalle prime sgambate: Matthias Verreth ha preso con decisione le chiavi della manovra, dettando i tempi di gioco al trotto con la sicurezza del metronomo navigato, mentre Valerio Mantovani si è preso il centro della difesa. L'ex Salernitana, apparso molto più avanti e solido nelle preferenze di Rastelli rispetto a Vicari, si candida ad essere il pilastro insostituibile del reparto arretrato: intorno a loro ruota l'equilibrio di una squadra ancora incompiuta, ma bisognosa di riferimenti certi in ogni reparto. E bisogna sempre sperare che non vadano via all'ultimo lasciando la squadra orfana di tecnica e rimpiazzi. 

​Se la spina dorsale difensiva e di centrocampo appare blindata, è sulla trequarti che si consuma il paradosso più doloroso della stagione. Giuseppe Sibilli, impiegato da ala sinistra nel 4-3-3 e investito dei galloni di capitano con la fascia al braccio, sembra ormai al passo d'addio: il giocatore ha chiesto espressamente la cessione nonostante la società biancorossa sembrasse intenzionata a puntare su di lui e sulla sua voglia di riscatto dopo la lunga squalifica, pensando anche a un prolungamento del contratto in scadenza nel 2027. I prossimi saranno giorni decisivi per il futuro dell'attaccante, fortemente corteggiato da diversi club di Serie B.

​Resta però un forte rammarico per una presa di posizione del giocatore nel voler cambiare aria, dopo essersi mostrato comunque gioioso e partecipe in ritiro. Un'ottima occasione buttata per farsi perdonare dopo un'assenza pesantissima sulla squadra dell'anno passato, causata da sue responsabilità extracampo. Incomprensibile anche come il club abbia scelto di aspettare il calciatore lungo tutto il periodo della squalifica, per poi farsi scivolare tra le dita il proprio elemento di maggior valore nel momento del bisogno. Un autogol sanguinoso che ora priverebbe Rastelli del suo perno più carismatico proprio alla vigilia dei primi appuntamenti ufficiali e costringendo l'area tecnica a ricostruire da capo le certezze del reparto d'attacco. Il primo elemento dal quale ripartire sfumerebbe così, e sicuramente non sarebbe un buon segnale. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 01 agosto 2026 alle 12:30
Autore: Enrico Scoccimarro
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