Ci sono partite che sembrano chiuse ben prima del triplice fischio e che, proprio quando tutto lascia pensare a una conclusione senza sorprese, trovano il modo di riaprire improvvisamente ogni discorso. Scafatese-Sorrento è stata anche questo: un derby dominato dai padroni di casa, capaci di costruire calcio e scavare un solco apparentemente incolmabile, prima di concedersi un finale da brividi. Al Guariglia finisce 3-2, ma il risultato racconta soltanto in parte una gara che per oltre un'ora ha avuto un padrone chiarissimo.

La Scafatese di Michele Facciolo si prende la scena con la personalità di chi sa cosa vuole. Bastano sei minuti per sbloccare il derby: Volpicelli pennella da calcio d'angolo e Palmieri, sotto misura, trasforma l'assist in vantaggio. Il Sorrento prova a reagire, ma la risposta dei canarini è immediata e spietata. Al 13' una ripartenza fulminea, ancora rifinita da Volpicelli, permette a Emmausso di firmare il raddoppio. Due colpi in pochi minuti, due segnali di una squadra che non ha intenzione di lasciare agli avversari il tempo di prendere le misure.

Il meglio, però, deve ancora arrivare. Al 32' la Scafatese costruisce un'azione corale da applausi, con Emmausso che rifinisce per Palmieri, freddo nel trovare la doppietta personale. È il 3-0, il sigillo su un primo tempo in cui i gialloblù mostrano qualità, velocità e una notevole capacità di trasformare ogni spazio concesso in un'occasione. Il Sorrento, invece, fatica a contenere le combinazioni avversarie e si ritrova all'intervallo con una montagna da scalare.

Eppure, nel calcio, anche una montagna può sembrare meno ripida quando chi è in vantaggio smette di guardare verso la cima. Nella ripresa la Scafatese continua a produrre occasioni: Harrasser nega il gol a Proia, Emmausso manca il tap-in e le ripartenze dei padroni di casa mantengono viva la sensazione che il quarto gol possa arrivare da un momento all'altro. Il Sorrento prova a cambiare volto alla partita, ma per lunghi tratti la sua reazione resta più un'intenzione che una minaccia concreta.

Poi, all'86', arriva l'episodio che cambia il finale. Parker trova un bel destro, la palla tocca il palo e finisce in rete. Il 3-1 restituisce coraggio agli ospiti e trasforma gli ultimi minuti in una prova di nervi per la Scafatese. Al 94', dopo la revisione al Football Video Support, viene assegnato un calcio di rigore per un tocco di mano di Scognamiglio. Dal dischetto Ricci non sbaglia e al 98' il tabellino dice 3-2. Quello che sembrava un epilogo tranquillo diventa un finale ad alta tensione, con i padroni di casa costretti a difendere fino all'ultimo respiro ciò che avevano costruito con tanta autorità.

Il brivido finale non cancella, però, la sostanza della prestazione. La Scafatese conquista la seconda vittoria consecutiva, sale a quota 13 punti e conferma di poter recitare un ruolo significativo in questo campionato. La squadra di Facciolo ha mostrato un calcio brillante, una buona organizzazione e la capacità di colpire con più interpreti. Palmieri ha firmato una doppietta, Emmausso ha trovato la via del gol e Volpicelli, dopo essere stato protagonista sotto porta nelle ultime uscite, si è trasformato in uomo assist. Un repertorio offensivo che racconta una squadra tutt'altro che dipendente da una sola soluzione.

Per il Sorrento, invece, il derby lascia in eredità una frenata nella corsa e soprattutto il rimpianto per aver cominciato a giocare davvero quando il margine da recuperare era diventato enorme. La reazione finale dimostra che la squadra aveva ancora energie e orgoglio da spendere, ma non basta a nascondere le difficoltà di un primo tempo in cui la Scafatese ha avuto troppo spazio e troppo tempo per colpire.

È questa, in fondo, la lezione di un derby che ha cambiato volto senza cambiare padrone. La Scafatese ha dominato, ha costruito e ha meritato il successo; il Sorrento ha avuto il merito di non arrendersi, ma si è svegliato troppo tardi. E se i tre punti finiscono giustamente ai canarini, il finale servirà anche da promemoria: le partite si possono indirizzare con la qualità, ma per chiuderle davvero serve mantenere la stessa attenzione fino all'ultimo pallone. Perché nel Girone C, anche quando sembra tutto scritto, basta un episodio per trasformare una festa in una notte di paura.

Sezione: Serie C / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Antonio Testini
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