Vi è mai capitato di avere tante cose da dire ma, per una serie di circostanze e necessità, essere costretti a rimanere in silenzio? A Bari si dice “per quieto vivere”. Una piazza bella, affascinante quando le cose vanno bene, ma terribilmente complicata quando va tutto storto. Questo stanno vivendo i tifosi del Bari e non si può certamente biasimarli. Se n’è accorto Raffaele Pucino nei suoi cinque anni nel capoluogo pugliese, dove non solo ha rappresentato la città in campo, ma ha finito per innamorarsene.
Il difensore casertano, però, ha un cruccio: non aver potuto aiutare il Bari a conquistare la salvezza. Mentre l’ex tecnico piemontese, davanti alla stampa, rivendicava che il “suo” Bari, guardando i numeri, si sarebbe salvato, Pucino soffriva in silenzio. Perché di cose da dire ne avrebbe avute.
Cosa sia successo realmente all’interno dello spogliatoio lo sanno soltanto i protagonisti. Ma sarebbe sbagliato far cominciare tutto dalla partita contro la Carrarese. Le scorie arrivavano dalla stagione precedente, quando si consumò una frattura tra una parte della squadra e Longo. Pucino, uno dei veterani dello spogliatoio, fu tra i calciatori coinvolti in quel momento di forte tensione tra il gruppo e l’allenatore. Una vicenda già emersa pubblicamente e che, alla luce di quanto accaduto successivamente, sembra aver lasciato qualche strascico nei rapporti.
Poi arriva la Carrarese. Pucino commette un errore insieme a un compagno e Longo, nel post partita, parla pubblicamente di situazioni che vengono insegnate “all’asilo e alla scuola calcio”. Provate a trasferire la scena nella vostra quotidianità lavorativa: come reagireste se il vostro responsabile definisse pubblicamente un vostro errore come quello di un principiante?
Parole ancora più pesanti se inserite in un rapporto che portava con sé le scorie della stagione precedente. Cosa sia accaduto dopo tra i due non possiamo saperlo e sarebbe scorretto trasformare supposizioni in fatti. Sappiamo però che nel finale di stagione Pucino è progressivamente scivolato ai margini. Nessun processo alle intenzioni, dunque, né la pretesa di stabilire un rapporto di causa ed effetto che soltanto i protagonisti potrebbero eventualmente raccontare.
E fa un certo effetto ricordare che proprio all’inizio di quel campionato il nuovo calciatore del Monopoli aveva indossato anche la fascia da capitano. E che proprio dopo quella pesantissima sconfitta con la Carrarese fu lui a presentarsi davanti ai microfoni, chiedendo scusa ai tifosi e assumendosi, a nome della squadra, le responsabilità di quella brutta figura.
Ma per chi ha vissuto qui, continua a viverci e finisce per diventare barese d’adozione, le cose non sono mai così semplici come appaiono. Pucino con questa maglia ha conquistato una promozione in Serie B e sfiorato una Serie A. Non proprio una meteora.
Come tutte quelle persone che hanno in dote il “difetto” della personalità, Pucino non le ha mai mandate a dire quando aveva qualcosa da sottolineare. Non è mai stato uno di quelli che, “per quieto vivere” o per non rovinare il rapporto con la piazza, sceglie sempre la diplomazia. E si sa: in una grande piazza non si può piacere a tutti.
C’è chi ha compreso l’aspetto umano di Pucino, chi si è fermato alla superficie e chi, soprattutto nell’ultima disastrosa stagione, ha preferito mettere tutti nello stesso calderone. Ma fa parte del gioco.
Quest’anno avrebbe voluto ancora il Bari. Lo ha aspettato fino all’ultimo. E quando ha capito che le strade si sarebbero separate, sono arrivate anche le lacrime. Poi, per scelte legittime della nuova dirigenza biancorossa, non se n’è fatto più nulla.
Si può criticare il calciatore per quello che fa in campo. Più difficile giudicare l’uomo senza conoscere la persona. E la sua esperienza in questa Serie C, probabilmente, sarebbe servita al Bari.
Ora lo attende una nuova e stimolante sfida a Monopoli. Ma il suo futuro, quando arriverà il momento di smettere con il calcio, sarà ancora a Bari. Perché, come tanti suoi colleghi passati dal capoluogo pugliese, Raffaele di questa città si è innamorato davvero.
Dei suoi pregi. E anche dei suoi difetti.
Autore: Redazione TuttoBari
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