Ci sono partite che finiscono al triplice fischio e altre che, invece, sembrano avere deciso da tempo come andare a finire. Quella tra Scafatese e Altamura appartiene alla seconda categoria. Perché dentro il 2-0 con cui la squadra di Scafati torna a vincere davanti al proprio pubblico in una partita di calcio professionistico dopo sedici anni c'è una storia che sembra scritta apposta per gli amanti della numerologia. Una storia tutta nel segno del sette.

Sette erano le giornate che i tifosi della Scafatese hanno dovuto aspettare prima di poter festeggiare una vittoria casalinga. Sette è il numero stampato sulla maglia di Volpicelli, l'uomo che decide la partita. E sette sono anche i minuti nei quali l'esperto attaccante sceglie di colpire: al 7' del primo tempo per aprire la partita, al 7' della ripresa per chiuderla definitivamente. Due gol, entrambi arrivati allo stesso minuto di due tempi diversi. Se la numerologia cercava un pomeriggio perfetto, difficilmente avrebbe potuto chiedere di meglio.

Ma dietro questa curiosa coincidenza c'è soprattutto una pagina importante per la storia recente della Scafatese. Per ritrovare l'ultima vittoria casalinga in un campionato professionistico bisogna infatti tornare indietro di sedici anni, fino al 2010. Allora la squadra campana militava in Serie C2, nel Girone C, e all'ultima giornata riuscì a superare per 1-0 il Noicattaro. Una vittoria pesantissima, perché significò salvezza.

Quella partita, però, sarebbe rimasta anche l'ultima prima di una lunga assenza dal calcio professionistico. La Scafatese non riuscì infatti a iscriversi al campionato successivo a causa di gravi problemi economici e da quel momento cominciò un lungo percorso lontano dai grandi palcoscenici. Sedici anni dopo, il destino ha scelto un'altra squadra pugliese per accompagnare la Scafatese dentro una nuova pagina della propria storia. Dal Noicattaro all'Altamura, da una Puglia all'altra, il cerchio si chiude.

E stavolta non c'è da aspettare l'ultima giornata per festeggiare. La Scafatese si prende il suo primo successo casalingo della stagione già alla settima occasione, dopo essersi peraltro tolta in precedenza la soddisfazione di espugnare il campo del Catania. Contro l'Altamura, però, il significato è diverso: è la vittoria che i tifosi aspettavano da sedici anni, quella da vivere finalmente nella propria casa.

A firmarla è Volpicelli, protagonista assoluto di una serata che sembra costruita con il righello della numerologia. Il numero 7 sulle spalle, il primo gol al minuto 7, il secondo ancora al minuto 7. In mezzo, una partita che la Scafatese riesce a controllare e che l'attaccante chiude definitivamente nella ripresa, regalando al pubblico di Scafati una festa attesa per oltre tre lustri.

Sedici anni sono tanti per una squadra, ancora di più per una città che ha dovuto aspettare così tanto per tornare a vedere una vittoria professionistica davanti ai propri occhi. E allora forse è giusto concedersi anche una piccola licenza poetica: la Scafatese è tornata a vincere in casa quando il destino ha deciso di farlo nel segno del sette.

Sette giornate, numero 7, gol al 7' e ancora gol al 7'. E, soprattutto, sedici anni dopo, finalmente, la Scafatese può tornare a festeggiare una vittoria professionistica davanti alla sua gente. A volte il calcio non ha bisogno di inventarsi le coincidenze: gli basta aspettare.

Sezione: Serie C / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 09:00
Autore: Antonio Testini
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