Vasile Mogos è un nuovo giocatore del Bari. A seguito dell'annuncio pomeridiano, abbiamo contattato Alfredo Aglietti, tecnico del rumeno prima ad Ascoli (nel 2017) e poi al Chievo (nel 2020/21). E proprio nell'avventura scaligera, l'ex Napoli ci rivela: "Fu una mia indicazione. Vorrei sempre averlo nelle mie squadre: è affidabile, di temperamento e personalità. Per la C è un lusso, se non proprio sprecato avendo giocato in palcoscenici importanti. Al netto della categoria, Bari rientra tra le piazze più blasonate e con Mogos ha fatto un grande colpo. Ed anche per lui, sarà un ritorno in Italia con orgoglio e voglia di rilancio. Sono curioso di rivederlo". 

Chiara la disamina sul ruolo di Mogos: "Da terzino destro a 4, ma può anche fare il quinto se Rastelli dovesse giocare a tre. Lo vedo meno come braccetto. Come centrale, perché no? Ma con me non lo ha mai fatto e credo possa giocarci solo in caso di emergenza. E non credo che il Bari lo userà lì".

Pregi e difetti del ragazzo: "Ha spinta e gamba. Ha una spiccata proposizione offensiva, nonchè strappo e forza. Ed anche pericolosità in area avversaria: con me ha fatto qualche gol complice un ottimo tiro. Per dare il massimo, deve essere al 100%. Quando non lo è, rallenta la sua azione e cala di rendimento, che poi in una stagione di oltre trenta partite ci può stare. Anche nella gestione palla, in certi momenti della partita, deve gestirsi sennò perde lucidità. Ma forse, da che l'ho allenato, ha migliorato queste piccole lacune". 

Venendo al Bari, il mister analizza le manovre pugliesi tra mercato e scelte tecniche: "Serve riportare la piazza dove merita. La retrocessione è stata drammatica: dalla Serie A persa all'ultimo col Cagliari, ci son stati due playout. Serve una squadra che presenti poche scorie: a maggior ragione nel Girone C, che è quello piu competitivo, con Salernitana e Catania come dirette avversarie e Casarano come possibile sorpresa. Rastelli e Marino hanno anni e anni di esperienza. Sono gli uomini giusti per tenere a bada una piazza oggi molto 'polveriera'. Hanno l'esperienza necessaria, ed anche importante, per gestire certe situazioni". 

L'ultima esprienza di Aglietti in panchina risale al 2024 col Lecco. Lo rivedremo presto allenare? "Me lo auguro: noi tecnici abbiamo i nostri cicli e siamo in tanti. Massimo (Rastelli, ndr) ha aspettato l'occasione giusta e credo che tornare dopo 3 anni possa rappresentare una sua rinascita. Spero che lo stesso valga presto anche per me: è brutto stare fermi, ma questo è il mestiere. Ho avuto due/tre contatti in D non andati a buon fine. Ma la categoria non conta: vorrei ripartire con un progetto interessante che, spesso, conta più delle Serie. Quando hai alle spalle una società che ti sostiene, diventa tutto più semplice". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 19 agosto 2026 alle 20:00
Autore: Piervito Perta
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