​I risultati e la classifica continuano a muoversi, ma la struttura di questo nuovo Bari formato Serie C evidenzia ancora diverse criticità strutturali e individuali che impediscono alla formazione biancorossa di esprimere al massimo la propria forza: il lavoro di amalgama procede a rilento e la sensazione è che il cantiere sia tutt'altro che chiuso.

​Il primo fattore penalizzante risiede nell'evidente ritardo di condizione fisica generale: la rosa non appare affatto allineata sulla stessa brillantezza, una diretta conseguenza di un mercato che ha visto i calciatori aggregarsi al collaudo un po' alla volta. Questa disparità di preparazione condiziona inevitabilmente la tenuta dei novanta minuti e limita la fluidità della manovra, costringendo la squadra a fare affidamento quasi esclusivamente su iniziative individuali e fiammate dei singoli piuttosto che su schemi mandati a memoria o su un'organizzazione di gioco ben definita.

​Sul piano tattico, le carenze più vistose si registrano nell'impostazione e nel pacchetto arretrato: Grgic resta l'unico elemento deputato a costruire dal basso, ma il suo ritmo di trasmissione palla risulta ancora troppo lento, trasformandosi in un limite evidente nei momenti in cui le linee avversarie portano un pressing alto e aggressivo. Parallelamente, la fase difensiva soffre d'intesa: la coppia centrale non ha ancora trovato il giusto affiatamento, con Valerio Mantovani che appare spesso poco coordinato nei movimenti con il compagno di reparto Elia. La squadra deve necessariamente imparare a pressare con migliore sincronia e a gestire le distanze tra i reparti per evitare spaccature letali.

​Infine, pesa come un macigno il rendimento ridotto di alcuni singoli attesi al salto di qualità: Alessio Tribuzzi stenta a decollare, Giulio Maggiore incide a tratti, al di sotto delle sue potenzialità, offrendo prestazioni da comprimario e Gomez continua ad apparire come un fantasma sul rettangolo di gioco. Una situazione che spinge spesso la squadra a muoversi come se schierasse un falso nove, un ruolo che Butic cerca faticosamente di interpretare per sopperire alle lacune offensive e garantire un riferimento in avanti.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 17 settembre 2026 alle 22:30
Autore: Enrico Scoccimarro
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