La vittoria ottenuta al “San Nicola” dopo oltre cinque mesi di astinenza, l’ultima il 2 giugno nella semifinale play-off contro il Sudtirol, lascia in dote all’intero ambiente tre segnali che permettono di intravedere margini di crescita fondamentali se si intende continuare a coltivare ambizioni di alta classifica. Il primo, forse il più evidente, il vantaggio conservato senza subire nessuna rimonta: infatti, se contro Cittadella, Como e Modena i biancorossi sono stati beffati nel finale, questa volta gli uomini di Marino sono riusciti a conservare il risultato senza subire nessuna rete. A questo proposito, ottimi segnali sono quelli che arrivano anche dalla prestazione di Brenno che a distanza di due mesi dall’ultimo clean sheet, quello in casa della Ternana dei primi di settembre, torna ad essere imbattuto grazie ad una buona prestazione che lo ha visto rispondere presente quando chiamato in causa.

Caratteristica comune, ad oggi, delle prime tre partite di Marino è la crescita nei secondi tempi. Se con Mignani in panchina il Bari calava alla distanza, con il tecnico siciliano al timone i giri del motore aumentano nella ripresa, creando occasioni e occupando maggiormente l’area avversaria. Non a caso, tutte le reti sono per l’appunto giunte nei secondi 45’, sintomo di una squadra in salute che sembra aver ritrovato la condizione. Dalla rete di Sibilli contro il Modena, passando per quelle di Diaw e Vicari a Brescia, fino ad arrivare ai tre punti del pomeriggio di ieri del “San Nicola”. Il Bari c’è e batte un altro colpo ma per continuare a coltivare ambizioni di alta classifica, servirà anche altro.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 05 novembre 2023 alle 17:00
Autore: Sabino Del Latte
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