Se c’è un’immagine capace di racchiudere l’esordio del Bari in campionato, è senza dubbio quella di Mantovani che corre verso i compagni dopo aver appena sbloccato una partita tutt’altro che semplice. Il primo gol stagionale dei biancorossi porta la firma del nuovo Capitano. Un sinistro quasi da attaccante, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, per rompere l’equilibrio e dare al Bari quella spinta di fiducia necessaria per indirizzare la prima gara contro la Cavese.

Un gol pesante, ma non certo l’unica ragione per cui la prestazione di Mantovani merita una menzione speciale. Dietro, il neo Capitano ha guidato per novanta minuti il reparto con personalità, intervenendo in diverse circostanze pericolose e dimostrando ancora una volta di essere uno dei riferimenti della squadra. Leader difensivo prima ancora di tutto, ha dato sicurezza a un Bari chiamato a gestire una partita nella quale la Cavese ha saputo creare qualche grattacapo.

E poi quel sinistro. Quasi una liberazione. Il pallone resta vivo in area sugli sviluppi del corner e Mantovani non ci pensa due volte: si coordina e calcia. Il portiere avversario, Boffelli, può soltanto guardare. Mantovani, del resto, ci ha abituati alle buone prestazioni. La continuità e la personalità mostrate nel corso della sua esperienza in biancorosso non sono una novità. La novità, semmai, è il peso ulteriore che porta con sé quella fascia da Capitano, scelta che lo responsabilizza ancora di più e che lo pone al centro del progetto.

Ed è qui che la sua presenza assume un valore ancora più particolare. Mantovani, nonostante la retrocessione, ha scelto di ripartire dal Bari, assumendosi le proprie responsabilità e mettendosi a disposizione della causa biancorossa in un momento tutt’altro che semplice. Una scelta per niente scontata per un giocatore del suo calibro, soprattutto considerando che non sarebbe certo stato difficile immaginare l’interesse di diversi club di Serie B.

Gli estimatori, insomma, non gli sarebbero mancati. Eppure Mantovani è rimasto. Ha scelto Bari, ha accettato la fascia e ha deciso di essere uno degli uomini chiamati a guidare la risalita. E contro la Cavese ha fatto esattamente ciò che ci si aspetta da un Capitano. È il cuore da Capitano. E se il buongiorno si vede dal mattino, per il Bari averlo scelto come uno dei propri uomini simbolo può rivelarsi una delle certezze più importanti del lungo viaggio verso la risalita.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 21:30
Autore: Martina Michea
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