Il Bari si risveglia. Il San Nicola, invece, resta immerso in un silenzio assordante. È questa la cartolina d’apertura della prima giornata di campionato 26/27: da una parte una squadra che comincia il proprio cammino in Serie C con una vittoria abbastanza convincente, dall’altra una tifoseria che continua a chiedere, con forza, di riavere indietro il proprio Bari. Circa 2.800 anime disperse nell’immensità di un’astronave semideserta. Il settore ospiti chiuso. E una Curva Nord che sceglie il modo più rumoroso possibile per farsi sentire senza bandiere né cori. Niente sciarpe al vento, nessun incitamento: soltanto uno striscione, poche parole ma molto eloquenti: «Liberate il nostro Bari!».

È da qui che comincia la nuova stagione. Non dal primo fischio d’inizio. Comincia da una ferita aperta più che mai, che la retrocessione e il passaggio in Serie C hanno reso ancora più evidente.

Poi c’è il campo. E sul rettangolo verde il Bari prova a rispondere nell’unico modo che ha per riprendersi i suoi tifosi: giocando, lottando, segnando tre gol. La tensione è evidente, così come la voglia di scrollarsi di dosso una categoria che, almeno nelle intenzioni, deve essere soltanto una parentesi. La Cavese, però, non si presenta al San Nicola solo come “comparsa”. Tutt’altro: prova ad essere compatta, ordinata e in più di un’occasione riesce a mettere in difficoltà i biancorossi. 

Minuto 32. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla resta viva, finisce sui piedi di Mantovani e il difensore non ci pensa due volte: rete. È l’1-0. È il primo gol del Bari in campionato. Ed è quasi un segno del destino che a firmarlo sia proprio il neo eletto Capitano. Una fascia che pesa, quella al braccio di Mantovani. Ma che sembra accompagnarsi perfettamente a una rete che apre una stagione nella quale al Bari serviranno uomini capaci di assumersi responsabilità.

Nella ripresa la squadra di Rastelli controlla con sicurezza. Al 66’ arriva il raddoppio: Maggiore non sbaglia e firma il 2-0, quello che permette ai biancorossi di respirare e di iniziare a pensare ai primi tre punti. La ciliegina arriva a cinque minuti dal novantesimo. Rastelli legge bene la partita e azzecca il cambio: Colangiuli entra e, praticamente subito, trova il modo di lasciare il segno. È il 3-0. È festa sul campo, ma solo lì. La fotografia di una serata e di un campionato che, almeno per quanto riguarda i numeri, non poteva iniziare meglio.

Tre gol, tre punti, porta inviolata. Un debutto concreto, forse non ancora bellissimo ma sicuramente efficace. E in Serie C, soprattutto quando devi ripartire da zero, anche questo conta. Ma sarebbe troppo semplice fermarsi al semplice risultato. Perché mentre il Bari accenna festeggiamenti in campo, sugli spalti resta quel silenzio. Uno striscione continua a raccontare ciò che il risultato non può cancellare. La vittoria è una risposta sul terreno di gioco, ma non è ancora la risposta che la città aspetta.

Il Bari ha iniziato certamente bene il viaggio nel purgatorio della Serie C. Ha fatto il primo passo. Ma di passi, per tornare dove questa piazza ritiene di meritare di stare, ne serviranno tantissimi. E soprattutto servirà tornare a vincere abbastanza da trasformare quel silenzio in minima speranza. Perché il San Nicola non ha bisogno soltanto di tre punti. Ha bisogno di tornare a sentirsi casa. Stasera, almeno sul campo, il Bari si è risvegliato. Adesso tocca al resto. E la strada, tutta in salita, è appena cominciata.

Sezione: Copertina / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 23:30
Autore: Martina Michea
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