Tra le tante note stonate della sconfitta con la Carrarese va evidenziata, inevitabilmente, la prova di Dorval, assolutamente negativa. In occasione della prima rete l'ex Cerignola si è fatto trovare completamente impreparato sul lancio di Hasa, che l'ha scavalcato. Troppo leggera anche la marcatura su Zanon, che ha messo facilmente in mezzo permettendo la prima rete degli ospiti.

Quello che ha colpito è l'atteggiamento nel resto della seconda frazione: Dorval ha vagato in mezzo al campo, senza occupare una posizione fissa, risultando sterile in attacco e assente in difesa. Se l'anno scorso era stato tra i trascinatori del Bari, soprattutto in fase offensiva, quest'anno sembra essere la brutta copia del giocatore ammirato solamente dodici mesi fa.

Le ragioni possono essere molteplici: l'addio consumato in estate, destinazione Kazan, poi saltato all'ultimo secondo. Il ritorno a Bari e la conseguente nuova investitura da titolare, evidentemente, non hanno motivato del tutto l'esterno, ormai lontano (con la testa) dalla causa del Bari. In questo momento servirebbe molta più abnegazione e attaccamento alla causa del Bari, valori che l'algerino non sta dimostrando in campo.

Le prestazioni negative, oltre che sulla sua squadra, inficiano anche sulla carriera personale del giocatore: un calciatore che ambisce al salto di categoria deve saper fare entrambe le fasi, con continuità. Tutto il contrario di quanto dimostrato nell'annata corrente. Al Bari sono rimaste solo sei partite per evitate una delle retrocessioni più dolorose della sua storia; lo stesso numero di partite è rimasto a Dorval per dimostrare di avere un attaccamento verso la causa dei galletti e per rilanciare le sue ambizioni personali. Ai posteri l'ardua sentenza.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 27 marzo 2026 alle 15:00
Autore: Armando Ruggiero
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