​Il legame tra il Bari e il prestigio dei Mondiali si tesse attraverso le storie di quei campioni che hanno respirato l'atmosfera del calcio pugliese per poi raggiungere il palcoscenico più importante del pianeta con la maglia dell'Italia. È una storia che parla di crescita, talento e perseveranza, dove il passaggio in biancorosso ha rappresentato, per molti, una tappa fondamentale per farsi le ossa e meritare la convocazione in Nazionale, unendo il calore del San Nicola e dello storico della Vittoria alla gloria eterna della maglia azzurra.

​Questo percorso parte in un calcio d'altri tempi, da chi ha prima vinto un mondiale con l'Italia per poi sbarcare a Bari, ovvero la figura leggendaria di Attilio Ferraris IV: il centromediano che fu tra i primi grandi acquisti della storia biancorossa tra il 1936 e il 1938 portava con sé l'aura mistica del Campione del Mondo del 1934, rappresentando un esempio di carisma e professionalità che avrebbe aperto la strada a una lunga serie di talenti difensivi, capaci di unire la grinta necessaria per le battaglie di campionato alla classe richiesta dai palcoscenici internazionali. Negli anni difficili del dopoguerra, il club divenne una vera fucina per i portieri della Nazionale: basti pensare a Giuseppe Moro, che dopo aver difeso la porta barese nel 1948 si guadagnò la chiamata per il Mondiale in Brasile del 1950, o a Leonardo Costagliola, pedina fondamentale della spedizione in Svizzera del 1954 dopo le stagioni vissute al della Vittoria, confermando una tradizione di grandi numeri uno che ha sempre contraddistinto la storia del calcio pugliese.

​La massima espressione di questa nobile tradizione si è poi concretizzata nella notte di Berlino del 2006, dove spiccano i nomi di Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta, entrambi cresciuti e consacratisi sotto la guida sapiente di Eugenio Fascetti: il primo arrivò a Bari come un'ala acerba dal talento cristallino e fu trasformato in un terzino d'oro durante il biennio 1997-1999, mentre il secondo divenne un equilibratore tattico fondamentale proprio nel Bari di fine millennio prima di sollevare la quarta stella in Germania, dimostrando quanto l'ambiente biancorosso sia stato determinante nel forgiare il carattere e la disciplina necessari per vincere il trofeo più importante del mondo. A completare questa prestigiosa scia troviamo infine la classe cristallina e irriverente di Antonio Cassano, il genio di Bari vecchia che ha portato la sua follia creativa nel Mondiale del 2014, e la solidità di Leonardo Bonucci: il difensore che proprio al San Nicola nel 2009 trovò la consacrazione definitiva prima di partecipare alle rassegne iridate del 2010 e del 2014.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 17:00
Autore: Enrico Scoccimarro
vedi letture