Doveva essere la stagione della svolta, quella del salto definitivo verso ambizioni più alte. E invece, a sei giornate dalla fine, il Bari si ritrova immerso in una realtà completamente diversa, quasi opposta rispetto alle aspettative di inizio stagione. L’estate biancorossa era stata caratterizzata da una rivoluzione importante della rosa. Volti nuovi, scelte nette e un obiettivo dichiarato senza esitazioni: centrare almeno i playoff. L’ambiente ci credeva, anche perché sulla carta la squadra sembrava costruita con equilibrio e qualità. Le sensazioni iniziali erano positive, forse come non accadeva da tempo.

Poi, però, il campo ha progressivamente ridimensionato tutto. Fin dalle prime giornate sono emerse difficoltà evidenti: prestazioni altalenanti, poca continuità e soprattutto l’incapacità di costruire un’identità chiara. Il Bari ha dato spesso la sensazione di essere una squadra incompleta, mai davvero padrona delle partite e incapace di dare seguito anche ai pochi segnali positivi. Quella che poteva sembrare una fase di assestamento si è trasformata, col passare delle settimane, in un problema più profondo. La rincorsa ai playoff è diventata via via più complicata, fino a svanire del tutto. Ma il vero ribaltamento è arrivato quando lo sguardo si è spostato definitivamente verso il basso.Un cambiamento lento, ma costante.

Oggi la classifica parla chiaro: quartultimo posto e piena lotta per la salvezza. Uno scenario che a inizio stagione sarebbe sembrato fuori da ogni previsione, ma che si è concretizzato giornata dopo giornata. Le responsabilità sono diffuse. La rivoluzione estiva non ha prodotto gli effetti sperati, molti innesti non hanno inciso e il gruppo non è mai riuscito a trasformarsi in una squadra vera, riconoscibile. A questo si sono aggiunti limiti emersi con il tempo: difficoltà nella gestione dei momenti, fragilità mentale e una continità mai trovata.

Il risultato è una stagione che si è completamente capovolta. Adesso, però, il tempo delle analisi è finito. Servono punti, subito. Perché quella che doveva essere un’annata di rilancio rischia di diventare una delle più amare degli ultimi anni. Il Bari è chiamato all’ultimo scatto. Questa volta, non per inseguire un sogno, ma per evitare il peggio.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 17:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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