Sei finali, per un Bari a caccia dell'impresa. No, non si tratta di alta classifica ma di un obiettivo che, a inizio stagione, pareva alla portata. La salvezza invece resta tutt'altro che scontata dalle parti di un San Nicola che sta assistendo, attonito, ad un campionato imbarazzante. Tutti male con la Carrarese, compreso - e non è la prima volta - quell'attacco che continua a poggiare su un'unica luce. Parliamo, naturalmente, di Emanuele Rao, capace di giocate sontuose, ma che non può fare tutto da solo.

Eccezion fatta per l'ex Spal, l'attacco resta deludente. Dai cannonieri (Moncini, comunque discontinuo, meglio dei suoi colleghi) agli altri fantasisti (Esteves il più pronto). Stanno mancando i giovani arrivati nel mercato invernale: Cavuoti e De Pieri non hanno visto lievitare fin qui le proprie quotazioni e Longo così non riesce a disporre di armi utili quantomeno a gara in corso.

Cuni e Gytkjaer stanno deludendo. Peccato perché su di loro si riversavano forti speranze, invece l'albanese continua a mancare l'appuntamento con la stoccata decisiva, mentre il danese - a cui peraltro il curriculum non mancherebbe - sta finendo come peggio non si poteva il suo torneo. Che il Vichingo possa essere l'uomo della provvidenza nel finale? Oggi è un'opzione tutt'altro che probabile, visto lo scarso impiego. Ma Longo, arrivato al momento del dentro e fuori, le deve provare tutte.

Il materiale è poco, il tempo ancor meno. I dati dimostrano come il Bari abbia pagato fin dall'inizio di questo torneo un attacco pressoché evanescente. La sterzata, ora, dovrà arrivare proprio nel momento decisivo.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 12:00
Autore: Redazione TuttoBari
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