La retrocessione in Serie C non è né può essere derubricata solo a fatto meramente sportivo, per quanto doloroso e scandaloso. La retrocessione in Serie C è il fallimento politico e culturale di un territorio che ha una ostinata resistenza al cambiamento e un debolissimo spirito critico che non consentono ai talenti o alle idee più brillanti, che pur ci sono, di emergere e di affermarsi, per il bene di tutti. La salvezza non verrà solo dalla vendita societaria, peraltro non all'orizzonte, ma soprattutto da come la città e il tifo più o meno organizzato sapranno finalmente parlare la stessa lingua della dignità e del rispetto, debellando la tossica autoreferenzialità di politici o di chiunque voglia speculare sull'avvenire della squadra.

A Bari abbiamo imprenditori come "i Pozzo" o "i Percassi" pronti ad investire, pronti a scommettere su un progetto sportivo che sia anche sociale, culturale, ambientale e non solo finalizzato al mero e veloce profitto? A Bari abbiamo manager visionari e lungimiranti pronti a collaborare per ricostruire e rilanciare il  settore giovanile, maschile e femminile, in cui inserire i migliori prospetti del territorio, ma anche quelli che - altrove - già animano le "cantere" delle squadre più blasonate? La recessione sarà da accogliere con gratitudine, paradossalmente, se porterà ad una riflessione sistemica e ad una innovazione radicale, che tenga insieme non solo i sentimenti e i ragionamenti, ma anche gli investimenti e i talenti. Il calcio non è più solo uno sport, né può restare solo un asset finanziario, ma è il motore che può far correre un'intera città solo se questa sa riconoscersi e ritrovarsi come coesa comunità. Forza Bari.

Giuseppe Milano

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Sezione: Lettera del Tifoso / Data: Mer 27 maggio 2026 alle 16:30
Autore: Redazione TuttoBari
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