C’è un attimo preciso in cui il tempo sembra fermarsi e la realtà supera la fantasia. La palla è lì, a un passo dalla linea, la porta del Giugliano è del tutto spalancata e il destino del match attende solo di essere spinto in rete. Poi accade l’incredibile: il pallone svicola via, la clamorosa occasione sfuma a porta vuota e le mani del giocatore vanno a coprire un volto denso di incredulità. È la fotografia perfetta della serata di Alessio Tribuzzi, suo malgrado protagonista dell'episodio più discusso dell'ultimo turno di campionato.

Un errore pesante, di quelli che rischiano di tormentare un calciatore per giorni e minare le certezze di una squadra. Eppure, per comprendere appieno cosa passi nella testa dell'esterno biancorosso e perché l'ambiente debba guardare avanti con serenità, bisogna spingersi oltre quel singolo fermo immagine. Il primo a erigere un muro protettivo attorno al giocatore è stato proprio Massimo Rastelli. Nel post-partita il tecnico non ha esitato a prendere le difese del classe '98, spegnendo sul nascere ogni potenziale processo e spendendo parole cariche di stima e considerazione.

Rastelli sa bene cosa Tribuzzi garantisca nell'arco dei novanta minuti in termini di corsa, ripiegamenti e presenza costante nello scacchiere tattico. Il suo contributo alla causa resta prezioso e i due assist già messi a referto in questo avvio di campionato testimoniano una incisività concreta che non può essere cancellata da un singolo infortunio sotto porta.

A fare la differenza, inoltre, è il pedigree vincente dell'esterno. Tribuzzi è a tutti gli effetti uno specialista di promozioni, un profilo che conosce a memoria la ricetta per centrare il salto di categoria. Il suo curriculum recente parla chiaro: due anni fa è stato tra i protagonisti della cavalcata verso la Serie B con la maglia dell'Avellino, mentre nella passata stagione ha concesso il bis con la maglia del Vicenza. Due trionfi consecutivi in piazze esigenti, che gli hanno permesso di sviluppare una notevole tenuta mentale e l'abitudine a gestire la pressione nei momenti chiave.

Gli errori capitano a chiunque, ma la distanza tra un calciatore comune e uno determinante si misura tutta nella velocità di reazione. Tribuzzi possiede le spalle larghe, la fiducia incondizionata del proprio allenatore e la consapevolezza di chi sa come raggiungere i traguardi più ambiziosi. Il clamoroso passo falso contro il Giugliano appartiene già al passato: la testa è unicamente rivolta alla prossima sfida, con la voglia incrollabile di riscattarsi e di spingere ancora una volta la squadra verso l'alto.

Sezione: News / Data: Sab 17 ottobre 2026 alle 17:00
Autore: Antonio Testini
vedi letture