Altro che liscio romagnolo. Al “Manuzzi” è andato in scena un vero concerto rock, volume altissimo e ritmo forsennato. Cesena-Spezia non è stata una semplice partita di Serie B, ma un’esplosione di colpi, errori, reazioni e talento puro. Una di quelle gare che ricordano perché questo campionato sia il più imprevedibile di tutti.

Il Cesena parte come un assolo improvviso: dopo quattro minuti è già avanti. Berti accende Frabotta, cross teso, Shpendi ringrazia una difesa aquilotta in ritardo e firma l’1-0. Sembra l’inizio di una serata tutta bianconera, ma lo Spezia non è venuto in Romagna per fare da comparsa. Al 17’ Bellemo inventa da centrocampo, Artistico controlla il tempo e lo spazio, resiste e con un pallonetto beffardo supera Klinsmann. Un tocco da attaccante vero, da killer dell’area.

La ripresa è un’altalena continua. Il Cesena torna avanti con il tap-in di Berti dopo una mischia furibonda: 2-1 e inerzia di nuovo romagnola. Ma lo Spezia ha il merito di non perdere mai il filo del match. Le mosse di Donadoni cambiano ritmo e spartito. Sernicola trova il 2-2 con la complicità di una deviazione velenosa, poi arriva il momento che sposta tutto.

Minuto 75: azione insistita, respinte, palo, caos. E nel caos emerge ancora lui, Artistico. Girata splendida da centravanti d’altri tempi, Var a confermare, doppietta e 3-2. Una firma pesante, definitiva, quasi simbolica.

Non è solo una vittoria. È un messaggio. Lo Spezia aggancia l’Entella e si rimette in carreggiata con tre punti che valgono oro, proprio come la maglia sfoggiata al “Manuzzi”. In una Serie B che non concede tregua, gli Aquilotti hanno scelto di ballare. E lo hanno fatto al ritmo più rumoroso possibile.

Sezione: Serie B / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 19:00
Autore: Antonio Testini
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