La partita di Monza ha nuovamente confermato un’annosa questione che attanaglia il Bari sin dall’inizio di questa stagione. Il centrocampo, a detta di molti addetti ai lavori, doveva rappresentare, in quest’annata, l’asse portante della squadra biancorossa, diventando il perno centrale di tutto il gioco dei galletti. L’arrivo di calciatori di talento e qualità aveva fatto presagire ad un miglioramento consistente di un certo livello in quel reparto, orfano di giocatori nel frattempo andati via come Maita e Benali.

Da Caserta a Vivarini passando per Longo e considerando le due sessioni di mercato, il centrocampo biancorosso si è dimostrato uno dei reparti più deboli con un’involuzione consistente evidenziata dalle partite svolte e che ha notevolmente messo in evidenza non solo la mancanza di qualità ma anche la scarsa capacità di interdizione.

Se pensiamo ai calciatori in rosa nel Bari di questa stagione nel reparto mediano ( in mente vengono giocatori come Maggiore, Artioli e Pagano) non c’è davvero nessuno che abbia mai saputo interpretare la fase di interdizione, dovendo adattare molti giocatori a quel tipo di lavoro ma che non hanno mai avuto nelle loro caratteristiche questo tipo di qualità. Molti dei gol subiti dai biancorossi partono, infatti, da una scarsa pressione sui portatori di palla avversari con evidenti segnali di scarsa compattezza in mezzo al campo.

Uno dei difetti del Bari sta proprio in questa grave mancanza e in questo sta la colpevole e scarsa intuizione da parte della direzione sportiva e tecnica. Quello di non aver saputo individuare giocatori che sapessero interpretare al meglio il ruolo di interditore. Forse l’unico che poteva interpretare al meglio tale ruolo poteva essere uno tra Verreth e Braunoder. Se vogliamo, lo stesso Traorè arrivato nel mercato di gennaio. I risultati, però, sono stati assolutamente deludenti. Se pensiamo al Bari targato Maita-Benali e al Bari attuale nel reparto di centrocampo c’è davvero di che essere rammaricati con i tifosi biancorossi che hanno constatato notevoli passi indietro sia nella fantasia e nella qualità ma, soprattutto, nella capacità di saper fare “legna”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 10:00
Autore: Maurizio Calò
vedi letture