Il 16 giugno scadono i termini per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C e, tra i vari adempimenti richiesti dalla Lega, il Bari dovrà indicare l’impianto nel quale disputerà le proprie gare casalinghe nella stagione 2026-27. Una formalità che per oltre tre decenni è sempre stata scontata, ma che quest’anno rischia di trasformarsi in una delle questioni più delicate dell’estate biancorossa.

Alla base della situazione c’è la scadenza della concessione dello stadio San Nicola. Senza un nuovo accordo formalizzato tra il Comune e la società, infatti, il club non avrebbe la disponibilità dell’impianto da indicare nella documentazione necessaria per completare l’iscrizione al campionato. Per questo motivo, qualora non dovessero arrivare sviluppi nei prossimi giorni, il Bari potrebbe essere costretto a individuare una soluzione alternativa.

L’ipotesi che nelle ultime ore appare più concreta è quella che porta ad Altamura. Lo stadio della città murgiana potrebbe essere indicato come impianto di riferimento per consentire alla società di rispettare le scadenze federali e completare regolarmente l’iter di iscrizione alla Serie C. Una scelta che, almeno in questa fase, avrebbe soprattutto un valore burocratico, ma che inevitabilmente assumerebbe anche un forte significato simbolico.

Dal 1990, anno in cui il San Nicola venne inaugurato in occasione dei Mondiali di Italia ‘90, il Bari ha infatti sempre disputato le proprie partite interne nell’impianto progettato da Renzo Piano. In questi 36 anni lo stadio ha accompagnato tutte le vicende del club: dalle stagioni in Serie A alle retrocessioni, dalle promozioni alle delusioni sportive, passando per il fallimento del 2018 e la successiva rinascita. Il San Nicola è diventato molto più di un semplice impianto sportivo, rappresentando uno dei simboli più riconoscibili dell’identità biancorossa.

Proprio per questo motivo l’eventualità di indicare uno stadio diverso per l’iscrizione al prossimo campionato rappresenterebbe un passaggio storico. Non si tratta soltanto di una questione amministrativa, ma di una situazione che certifica come, per la prima volta dall’inizio dell’era San Nicola, la casa del Bari non possa essere data per scontata.

Le prossime giornate saranno decisive per capire se la vicenda troverà una soluzione e se il club riuscirà a mantenere il proprio legame con l’impianto che lo ospita da oltre tre decenni.

Sezione: Copertina / Data: Mer 10 giugno 2026 alle 12:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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