Da Venezia a Bari, il salto non è stato solo geografico. Per Christian Gytkjaer è cambiato soprattutto il contesto, e con esso rendimento, spazio e peso specifico all’interno della squadra.

Arrivato in estate con l’etichetta di attaccante esperto e affidabile - vista l’esperienza pregressa tra Serie B e Serie A - il danese era stato inizialmente individuato come una delle possibili soluzioni ai problemi offensivi del Bari. Problemi che, col passare dei mesi, non solo non si sono risolti, ma hanno finito per coinvolgere anche lui. Il reparto avanzato biancorosso è stato, per tutta la stagione, poco produttivo e vacilla tra i peggiori del campionato. E, paradossalmente, proprio Gytkjaer, arrivato tra tante speranze, è diventato progressivamente una soluzione sempre meno utilizzata.

E poi, con l’arrivo di Cuni nel mercato invernale che ha ridisegnato le gerarchie, l’attaccante danese è praticamente scomparso dai radar. Per l’ex Venezia e Monza, spazio ridotto al minimo: appena un’ora complessiva nelle ultime settimane e una lunga serie di panchine. Dall’insediamento di Longo, in 14 partite, sono già otto le gare vissute interamente da spettatore. Un segnale abbastanza chiaro di come sia scivolato ai margini del progetto tecnico, nonostante le parole di fiducia più volte espresse dall’allenatore. La realtà, racconta di una involuzione: tre gol stagionali, l’ultimo risalente a inizio novembre, e una condizione che non sembra in grado di riportarlo ai livelli che lo avevano reso un attaccante affidabile negli anni precedenti.

E pensare che non molto tempo fa, proprio a Venezia, squadra che incrocerà domani, Gytkjaer era stato protagonista di una stagione ben diversa. Nel suo primo anno in laguna aveva chiuso con 13 reti complessive tra campionato, playoff e Coppa Italia, risultando decisivo: fu suo il gol nella finale playoff vinta contro la Cremonese. Numeri che avevano certificato il suo valore in Serie B e acceso aspettative poi rimaste disattese a Bari. Anche se, i segnali, forse già c’erano. Già nella scorsa stagione, infatti, qualcosa si era incrinato: meno centralità, appena sei presenze da titolare, due gol e un assist in Serie A, un contesto sicuramente più competitivo ma che aveva già fatto intravedere un’inversione di tendenza.

Domani, contro il Venezia, per Gytkjaer sarà inevitabilmente una partita diversa dalle altre. Tra ricordi recenti e un presente complicato, il confronto con il passato rischia di essere inevitabile. E forse anche un po’ amaro. Resta da capire se da qui a fine stagione ci sarà ancora spazio per un rilancio. Al momento, però, il Bari guarda altrove. E Gytkjaer, da possibile soluzione, è diventato uno dei tanti interrogativi di un attacco che continua a non trovare risposte.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 17 aprile 2026 alle 18:00
Autore: Martina Michea
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