Il ritorno di Raffaele Bianco, un regista atipico al servizio del Galletto

03.09.2019 10:00 di Raffaele Garinella   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Il ritorno di Raffaele Bianco, un regista atipico al servizio del Galletto

Raffaele capì sin dal primo momento, l’allenatore sembrava contento... 

Potremmo prendere in prestito le parole di una celebre canzone di Francesco De Gregori per spiegare chi è Raffaele Bianco, ultimo rinforzo del centrocampo biancorosso. Nato ad Aversa trentadue anni fa, ha coltivato sin da bambino la passione per il calcio. Per Bianco si tratta di un ritorno a Bari, dove ha militato nella stagione 2008/09. Era il Bari di Antonio Conte, capace di annichilire qualunque avversario. 

È quello che si augura la dirigenza dopo il recente passo falso casalingo contro la Viterbese. Per tornare a vincere in tempi rapidi ha deciso di attingere nuovamente dal mercato. Bianco è il centrocampista che ogni allenatore vorrebbe avere in rosa. Potremmo definirlo un vincente, e non sarebbe certo un azzardo. A parlare per Bianco è l’importante curriculum con cui si presenta nuovamente a Bari. 

In carriera ha conquistato, senza considerare i trofei con le formazioni giovanili, tre campionati di serie B con le maglie di Juventus (2006/07), Bari (2008/09) e Carpi (2014/15), ed un Triplete - campionato di Lega Pro, coppa Italia e Supercoppa di Lega Prima Divisione - con la maglia dello Spezia nella stagione 2011/12. Centrocampista centrale, predilige calciare con il piede destro, ma sarebbe riduttivo definirlo regista nel senso classico del ruolo. Ama giocare il pallone, ma è più un regista atipico, bravo sia in fase di costruzione, dove ama badare alla concretezza piuttosto che alla mera, e talvolta evanescente giocata estetica, sia in quella di interdizione. Un centrocampista abile nel far coesistere quantità e qualità. Nelle ultime due stagioni ha militato nel Perugia, dove ha realizzato una rete in cinquantadue presenze, prima della rescissione consensuale e del nuovo approdo in Puglia. 

Bianco torna a Bari per contribuire a scrivere nuove pagine della storia biancorossa. Ha ragione De Gregori, "un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia". Qualità che a Bianco non mancano di certo.