Il pericolo maggiore per il Bari in questa volata salvezza risiede nell’errore di nascondersi dietro la freschezza di un singolo: Rao sta dimostrando un coraggio che manca a molti, ma la verità nuda e cruda è che il talento di un ragazzo non deve essere l'unica arma contro le difese avversarie. Affidarsi esclusivamente alle sue intuizioni significa ammettere una fragilità preoccupante: un limite tattico che rende la manovra biancorossa un libro aperto, facilmente leggibile per chiunque decida di raddoppiare la marcatura sulla corsia mancina.

​Davanti Rao non basta: per alimentare quella piccola fiammella di entusiasmo che ancora resiste, il Bari ha il bisogno vitale di trovare nuove armi per l'imprevedibilità, uscendo da un isolamento che sta diventando un vicolo cieco. Se la catena di sinistra resta l'unico polmone della squadra, il resto dell'organismo finisce inevitabilmente per andare in apnea: è necessario che la cattiveria agonistica chiesta da Longo si traduca in una partecipazione collettiva alla fase offensiva, coinvolgendo quegli interpreti che finora sono rimasti troppo timidi nel prendersi le giuste responsabilità.

​Il paradosso del Bari attuale risiede proprio nella sua prevedibilità: in una squadra totalmente nuova e ricca di alternative sulla carta, l'estro è diventato merce rarissima, trasformando il possesso palla in un esercizio sterile che si infrange sistematicamente contro il muro avversario. I senatori e gli uomini d'esperienza devono smettere di fare da spettatori alle scorribande dei più giovani: la maturità e consapevolezza di un gruppo si vede quando i leader decidono di caricarsi il peso del pallone nel momento in cui questo scotta davvero, offrendo varianti tattiche che possano finalmente liberare spazio anche per le giocate di Rao.

​Contro la Reggiana non basterà sperare nel guizzo del singolo o nella giocata estemporanea: la posta in palio è troppo alta per essere affidata esclusivamente al caso o all'ispirazione di un ventenne. Serve una squadra capace di essere pericolosa su entrambi i lati del campo, che sappia inserire i centrocampisti con i tempi giusti e che ritrovi quella presunzione agonistica necessaria per tentare la giocata difficile. Il Bari deve tornare a essere imprevedibile per scelta e non per disperazione: solo diversificando le proprie bocche di fuoco i biancorossi potranno spezzare l'assedio della mediocrità e correre verso una salvezza che richiede l'apporto di tutti.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 14 marzo 2026 alle 10:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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