Finito nell'occhio del ciclone dopo la pesante sconfitta di Barletta, Massimo Rastelli è stato considerato tra i principali capri espiatori della disfatta biancorossa. Il passaggio dalla difesa a 4 ad uno schieramento 3, ha fatto storcere il naso fin da subito. Ed infatti il Bari non è riuscito a contenere le scorribande di un avversario scatenato, specie nel secondo tempo quando il reparto offensivo del Barletta ha dilagato senza incontrare alcun ostacolo.

Anche i cambiamenti nei titolari in campo hanno fatto discutere. L'esordio dal primo minuto di Cocetta si è rivelato disastroso e non solo per la sua goffa autorete che ha spianato la strada alla squadra di mister Paci. Anche la prima di Mendicino a centrocampo è stata decisamente negativa, mentre si salva solo la scelta di schierare Esposito fin dall'inizio del match. Non è invece sceso in campo Butic, che si era contraddistinto positivamente nelle prime due uscite stagionali.

Forse però ciò che ha generato maggiori malumori, sono state le parole di Rastelli a fine partita. Affermare di aver subito una punizione troppo severa, significa non attenersi alle incontrovertibili sentenze emesse dal terreno di gioco. Il Bari non solo è stato surclassato sul piano tecnico ed atletico, ma avrebbe rischiato un passivo ancora più largo. Chi pensava che il Bari potesse cominciare il campionato con un filotto di successi, è stato smentito immediatamente. Le dichiarazioni anacronistiche del tecnico biancorosso e la sua mancata ammissione di colpe non fanno altro che fomentare ulteriormente il malcontento dei tifosi. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 12:00
Autore: Cesare De Pasquale
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