Ieri sera, per novanta minuti, è andato in scena lo spin-off della scorsa stagione. Un'umiliazione senza precedenti ricevuta da una squadra neo promossa dalla D, che ha avuto molta più fame e, ad oggi, anche qualità del Bari. Difesa in bambola, centrocampo inesistente, attacco invisibile. Da tre anni a questa parte il Bari non fa che collezionare figuracce, anche in categorie inferiori. Uno schiaffo morale tremendo per una tifoseria innamorata e che continua a subire questo scempio, fuori e dentro il campo. Se il buongiorno si vede dal mattino il cammino sarà particolarmente doloroso.

CHI SALE - Nessuno.

CHI SCENDE - Se con la Cavese San Cerofolini aveva evitato figure balorde, stasera nulla può al cospetto di un Barletta arrembante e che ha trovato pochissima resistenza. Mantovani, in occasione del primo gol, rimane praticamente fermo a guardare Da Silva. Anche in occasione della seconda rete tutta la retroguardia è in bambola. Che senso ha avuto passare a tre dopo un intero pre campionato a quattro, alla seconda giornata ? L'anno scorso Mane aveva dimostrato di non essere all'altezza della B. Queste prime due partite hanno confermato che non è neanche da C. Sbagliare più volte il passaggio al compagno, a un metro di distanza, vuol dire non saper giocare a calcio. Gomez, fiore all'occhiello del mercato, in tre partite non ha toccato palla. Che dire poi dell'invenzione di Tribuzzi (esterno offensivo) divenuto, non si sa come, esterno a tutta fascia. Da manuale di come non si gioca a calcio. Cambi tardivi e semplicemente inutili. Rastelli e la sua banda di "giocatori" è bene che, sin da subito, si rendano conto di essere a Bari e di essere in C. Ed è bene, ogni tanto, prendersi le proprie responsabilità. Altrimenti altre figuracce saranno collezionate. E francamente siamo tutti stanchi. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 29 agosto 2026 alle 07:00
Autore: Armando Ruggiero
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