Non si può non ricordare tra gli idoli della tifoseria biancorossa il "gigante buono". Klas Ingesson era un simbolo di eleganza nel suo modo di porsi, di forza fisica in campo e di dignità assoluta fuori dal campo. Ha dovuto affrontare qualunque battaglia salvo poi doversi arrendere ad un male incurabile. Per il Bari e per il popolo biancorosso, il ricordo di Klas Ingesson è legato a dolci ricordi e ad un Bari davvero forte e competitivo. 

Il gigante svedese arriva a Bari nella stagione 1995-96 ed è protagonista della sfortunata stagione di serie A che porta i biancorossi nello sprofondo della serie B ma che entrerà nella storia per la presenza in rosa del capocannoniere di quella stagione che fu l'indimenticato Igor Protti. Fu un'immensa delusione ma ciò che infiammò i tifosi del Bari fu quella voglia unica di rifarsi e di non lasciare i biancorossi per via della retrocessione. L'anno successivo, infatti, Ingesson fu l'autentico protagonista della risalita del Bari in serie A. Con Eugenio Fascetti in panchina, lo svedese divenne ancora di più l'anima della squadra e non solo padrone del centrocampo dei galletti. In quella stagione 1996-97 i suoi otto gol furono determinanti per la promozione in A ma la sua costanza e la sua professionalità furono assolutamente unici. 

Il ritorno in serie A nella stagione 1997-98 fu una grande stagione che vide il Bari di Klas arrivare all'undicesimo posto, garantendosi cosi la possibilità di disputare l'anno successivo un nuovo campionato di serie A. Non a caso anche in quella stagione Ingesson si confermò protagonista assoluto tanto da meritare la fascia di capitano per la sua grande qualità e per la capacità di saper trascinare la squadra. Tutti i suoi compagni riconobbero l'autorevolezza di questo gigante svedese. Un comportamento sempre sobrio e mai sopra le righe.

In tre stagioni giocate con il Bari, Ingesson disputò 94 partite realizzando undici gol. E' considerato tra i più forti centrocampisti della storia del Bari. La sua carriera ha avuto un altro momento importante nel Bologna ma l'esperienza al Bari è sempre stata considerata da Ingesson la sua seconda casa e non solo calcistica. La sua malattia fu seguita con grande vicinanza ed affetto da tutta la città di Bari e la sua scomparsa prematura fu accolta con infinita tristezza e una grande nostalglia. Ancora oggi il popolo biancorosso ricorda con grande partecipazione il suo "gigante buono". 

Sezione: Amarcord / Data: Gio 27 agosto 2026 alle 07:00
Autore: Maurizio Calò
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