Nel prosieguo della nostra intervista a Giorgio Roselli, ex centrocampista biancorosso, abbiamo continuato della stagione del Bari e di quanto successo alla Nazionale. Di seguito le sue parole.

Sul campionato disputato: “Il Bari, per me, come è capitato quest’anno ad altre squadre, non è che non abbia vinto il campionato, ma non l’ha mai giocato: è stato sempre lontano. Diciamo, che la difficoltà più grossa è il Bari: è il Bari stesso. Perché queste sono quelle situazioni dove, per riportare entusiasmo e dare fiducia alla gente dopo un’annata come questa, è più complicato. Nel calcio moderno spesso le squadre, è capitato anche a me da allenatore a Cremona, fanno doppia promozione ed è molto più difficile risalire dopo una retrocessione”.

Sulla Nazionale: “Come tutte le persone e come tutti quelli che hanno fatto il nostro mestiere, che vuol dire solo calcio nella vita, rimani male. Perché penso che, al di là dei risultati che negli ultimi anni non ci sono stati, ma perché quello è il nostro livello di adesso, probabilmente paghiamo errori fatti anche un po’ prima di questo disastro. Certo, non è stata una cosa bella, che ti coinvolge. Non è stato di sicuro. Possiamo stare a parlare del valore di Mancini, di tutto quello che succede, però i Ranieri, lo stesso Zola, tutte persone meritevoli al 100%. Ma sicuramente non mi aspettavo queste cose che, secondo me, già a certi livelli si sapevano. Secondo me non doveva succedere. Io dico solo questo. Ci vuole per forza una rifondazione, perché così, dopo, è normale. Prima parlavano di calcio quelli che facevano calcio, ora parla di calcio magari chi fa politica e diventa la politica nel calcio, come ormai sta entrando in tutte le cose. E a questo punto diventa un problema”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 20:00
Autore: Lorenzo D'Agostino
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