Descrivere l'ultimo mese del Bari è abbastanza semplice: che l'avversario si chiami Crotone, Casertana, Potenza o Scafatese poco importa, la sostanza è sempre quella. Nelle ultime quattro partite sono arrivati, per il Bari, tre pareggi e una sconfitta (con conseguente eliminazione dalla Coppa), con sole tre reti fatte. Pareggi che, a onor del vero, avrebbero potuto essere tranquillamente sconfitte. Con la Scafatese sono stati diversi gli aspetti negativi, andiamo ad analizzarli uno per uno. 

LE PECCHE DIFENSIVE - Il gol subito dal Bari, a firma di Emmausso, è una rete difficile da descrivere a questo livelli: lancio abbastanza leggibile dalla retroguardia ospite, Elia e soprattutto Mantovani in bambola, con Emmausso abile a intercettare il pallone e depositare in rete, subito dopo aver eluso una quasi comica rincorsa dei centrali del Bari. Nel secondo tempo il copione si è ripetuto: più di un paio di corner dei galletti si sono trasformati in nitide occasioni per i gialli che, per imprecisioni marchiane, hanno fallito il gol del sorpasso. Il risultato sarebbe potuto essere ben diverso. 

LA STERILITÀ OFFENSIVA - Questo problema ricorre sin dalla prima giornata: quindici gol fatti in dodici partite sono numeri, di certo, non da promozione, tutt'altro. Quello che colpisce, soprattutto, è l'enorme fatica nel creare occasioni da gol per i galletti. Tralasciando la trasferta di Altamura, in tutte le altre uscite il Bari ha faticato in maniera enorme a costruire. Il simbolo è stato il secondo tempo con i campani: pugliesi costantemente avanti, ma mai realmente pericolosi e imbucati, praticamente sempre, sui contropiedi. 

L'APPROCCIO SVOGLIATO - Scambiarsi semplici passaggi in difesa o prendersela con estrema calma, anche al 90', rappresenta lo stato d'animo di tanti giocatori non all'altezza. Giocatori che, probabilmente, non si sono ancora resi conto di dove sono. Vedere giocatori che lottano con sufficienza, senza grinta, fa molto più male che perdere, soprattutto a Bari. 

L'IMMOBILISMO DI RASTELLI - Se il copione si ripete uguale in tutte le partite qualche responsabilità sarà anche dell'allenatore. Eccetto rari cambi di formazione, l'ex Cagliari è sempre andato dritto per la sua strada, cambiando poco o nulla nelle ultime uscite, nonostante i risultati scadenti. Anche questo, inevitabilmente, incide sul campionato del Bari e sui punti in classifica (-7 dal primo posto). In tal senso la società (impersonata ormai da Marino), se c'è ancora, dovrebbe far capire al tecnico che c'è qualcosa che non va. Ben più di una. 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 08:00
Autore: Armando Ruggiero
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