Ci sono risultati che raccontano una partita e altri che, invece, raccontano un intero campionato. Il 4-1 con cui il Picerno ha travolto l'Inter Under 23 appartiene decisamente alla seconda categoria. Perché, al netto della denominazione nerazzurra e del fatto che in campo ci fossero ragazzi di assoluto talento, fa comunque un certo effetto pensare che un piccolo comune lucano di poco più di 5.000 abitanti sia riuscito a rifilare quattro gol alla seconda squadra di uno dei club più importanti d'Europa. È una di quelle fotografie che rendono il Girone C così particolare.
Il Picerno, del resto, ha iniziato il campionato come meglio non avrebbe potuto: nove punti nelle prime tre giornate, nove punti raccolti attraverso altrettanti successi contro Savoia, Scafatese e, appunto, Inter Under 23. Un percorso netto che racconta anche di un calendario iniziale relativamente morbido per una squadra ormai perfettamente a suo agio nelle dinamiche del Girone C. Il Picerno conosce questo campionato, ne conosce i campi, le insidie e soprattutto il modo in cui affrontarlo. Dall'altra parte, invece, tre avversarie alla loro prima esperienza in questo raggruppamento: due neopromosse e l'Inter, arrivata nel Sud dopo il cambio di girone.
Ma se il contesto può spiegare qualcosa, non può certo spiegare tutto. Perché il 4-1 resta un risultato enorme. A firmarlo sono stati Abreu, Virgilio e soprattutto l'esperto Kanoute, autore di una doppietta. Dall'altra parte c'erano ragazzi come Bovio, Idrissou e Mosconi, calciatori che soltanto qualche settimana fa hanno respirato l'aria della prima squadra nerazzurra durante la tournée estiva, allenandosi al fianco di campioni del calibro di Barella, Dimarco e Calhanoglu. Stavolta, però, davanti si sono trovati una squadra che di fronte al prestigio dell'avversario non ha fatto una piega.
Ed è forse proprio questo il segreto del Picerno. Non lasciarsi impressionare. Negli ultimi anni il club potentino si è costruito una dimensione propria, quasi controintuitiva rispetto alle proporzioni della realtà che rappresenta. Una società piccola, un bacino limitato, risorse inevitabilmente diverse rispetto a quelle delle grandi piazze del Girone C. Eppure, stagione dopo stagione, il Picerno continua a stare lì. A competere. A sorprendere. A togliersi soddisfazioni che sulla carta sembrerebbero appartenere ad altri.
Questa volta è toccato all'Inter Under 23 accorgersene. Un 4-1 che vale tre punti, certo, ma che ha anche il sapore dell'ennesimo capitolo di una storia che il Picerno non sembra avere alcuna intenzione di interrompere. Perché in fondo la sua forza sta proprio qui: poche spese, tanta organizzazione e una quantità ormai impressionante di imprese.
E così, mentre le grandi piazze preparano rose, investimenti e ambizioni, il piccolo Picerno continua a correre. A nove punti. A punteggio pieno. E con quella sensazione, ormai tutt'altro che nuova, di essere diventato una delle più belle favole del Girone C.
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