C'erano una volta gli anni Sessanta, periodo di trasformazione per un'Italia che grazie al boom economico assaporava un livello di benessere mai conosciuto prima. Ma stagione di grandi cambiamenti anche per il mondo del calcio, con il Brasile di Pelé che, fresco delle sue prime vittorie mondiali (nel 1958 e nel 1962) si apprestava ad essere quella fucina di talenti per il quale è passata poi alla storia.

Un periodo in cui i brasiliani iniziavano ad attraversare l'oceano per sbarcare in Italia, ed anche il Bari lavorò per assicurarsi i migliori talenti del paese sudamericano. Correva l'anno 1963 quando i primi verdeoro indossarono la casacca biancorossa: erano Fernando Puglia, del quale si è già parlato in questa rubrica, e Bruno Siciliano, attaccante classe 1938 nato in quel di Rio de Janeiro.

Quest'ultimo aveva già accumulato esperienza in Italia con le maglia di VicenzaVenezia e soprattutto Juventus, con cui aveva giocato l'ultima stagione prima dell'arrivo in biancorosso. Il suo periodo con addosso la casacca del Bari, però, fu poco felice per le sorti della squadra, che dal 1963 al 1966 collezionò due retrocessioni, finendo dalla A alla C. 

Un frangente di tempo nel quale Bruno Siciliano mise a a segno 10 reti, poco utili ai fini del risultato di una squadra che raccoglierà cocenti delusioni. L'addio avvenne, dopo un quarto posto in Serie C, nell'estate del 1966, quella della disfatta italiana ai mondiali inglesi, che porterà la FIGC ad imporre lo stop all'arrivo degli stranieri nel nostro campionato.

Sezione: Amarcord / Data: Dom 24 maggio 2020 alle 22:00
Autore: Raffaele Digirolamo
Vedi letture
Print