Claudio De Tommasi, nativo di Bari, ha avuto la possibilità di vestire la maglia della squadra della sua città dal 1982 al 1984, con alterne fortune. Complessivamente, nella sua esperienza in biancorosso collezionò 72 presenze e 7 reti tra campionato e Coppa Italia.

In esclusiva ai nostri microfoni ha ricordato quel biennio: “Mi presero al posto di Iorio, nell’estate del 1982. Fu un errore di valutazione, perché io e Maurizio avevamo caratteristiche diverse.”

I biancorossi, reduci dalla famosa annata del “Bari dei baresi”, partiti con ambizioni di promozione in A, naufragarono, retrocedendo in C: “Partimmo bene, superando il girone di Coppa nazionale ed iniziando discretamente in campionato. Poi, dopo i primi risultati negativi non riuscimmo a rialzarci. Furono tanti i fattori che determinarono quell’annata. Sulla classifica finale pesarono certamente i 6 rigori sbagliati. A volte riuscimmo anche ad esprimere un gioco discreto, ma non bastò. E nemmeno il cambio in panchina tra Catuzzi e Radice portò gli effetti sperati.”

L’anno seguente, in terza serie, la compagine pugliese, affidata a Bruno Bolchi, macinò risultati di grande prestigio: “Tatticamente, mi fece arretrare di qualche metro, chiedendomi di giocare sulla sinistra a centrocampo. Feci una buona stagione, e resta indimenticabile il cammino in Coppa Italia, fermato solo in semifinale dal Verona, dopo aver eliminato la Juve  di Platini e la Fiorentina. Risalimmo in B con merito, vincendo il campionato.”

Al termine di quell’annata trionfale, le vicende che portarono alla separazione tra il club dei Matarrese e l’allora giocatore. Che chiarisce: “Non è vero che chiesi la cessione, come si disse all’epoca. Semplicemente, un paio di giorni prima della chiusura del mercato estivo mi chiamò un cronista della Gazzetta del Mezzogiorno, ora defunto. Gli spiegai che, oltre a Messina e Galluzzo, in rosa dall’anno precedente, gli acquisti di Bivi e Roselli temevo mi impedissero di giocare molto. Il giorno dopo, quella confidenza fu riportata sul giornale come se fosse una mia richiesta di essere ceduto. Secondo me, dietro questa manovra potrebbe esserci stata la volontà della società di trovare, per me, una nuova sistemazione. Così finii al Modena. Bolchi, tempo dopo, mi disse che se fossi rimasto avrei disputato almeno una ventina di partite. Mi dispiace che sia finita così, anche perché quel Bari, a fine stagione, venne promosso in A.”

Sezione: Amarcord / Data: Mar 30 marzo 2021 alle 17:00
Autore: Giovanni Gaudenzi
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