La Redazione di TuttoBari.com ha intervistato Massimo Longo, giornalista di Barilive..it che ha condotto con grande genialità ed impegno le serate “Bari incontra il Bari” presso l’Expolevante dall’otto all’undici aprile presso lo spazio 7 della Fiera, riservato ai grandi eventi. Il giornalista ha raccontato i momenti topici, le emozioni e qualche nota negativa dovuta a fattori esterni, che si sarebbe potuta evitare.
Come sono andate le serate di “Bari incontra il Bari” a livello di pubblico? Ti aspettavi di più o ti reputi soddisfatto?
Devo fare una premessa: provengo dalle “humanae litterae” e, giornalisticamente parlando, mi sono sempre occupato di storia della città, musica e cultura. Sono da sempre tifoso solo del Bari e non devo dimostrarlo a nessuno. Non posso competere con mostri sacri del giornalismo calcistico barese come Tamborra, Cirici, Raimondo, Nitti e Salomone che “masticano” Bari come fosse pane quotidiano. Da loro ho imparato molto nonostante anagraficamente sia più vecchio di taluni. Mi piace scrivere del Bari citando allegorie letterarie e musicali. Tento, insomma, di essere originale. Diciamo che sono “prestato” al calcio e lo leggo a modo mio. E i dati mi danno ragione. Molti, infatti, sono coloro i quali si sono riavvicinati al Bari grazie a me. E lo dico dati alla mano, non per presunzione. Chi mi conosce sa quanto sia umile. E di questo ne sono orgoglioso. Tornando alla manifestazione, mi ritengo molto soddisfatto se considero che ne hanno pubblicizzato l’evento solo i cosiddetti “piccoli” media; i “grandi”, pur avendo ricevuto regolarmente il comunicato stampa, non ne hanno accennato minimamente, o comunque molto marginalmente, tranne che il Corriere del Mezzogiorno. Appare sintomatico che, invece di parlare del successo della manifestazione, molti abbiano puntato l’indice solo su alcuni eventi negativi come il furto delle maglie di Antonucci, atto deprecabile e comunque da denunciare, o dell’invasione di palco nella prima serata. Non ne parliamo dei vari forum dei tifosi, uno in particolare: in quel focolaio di provocazione e di arroganza impunite condita da ciarpame mediatico scrivono tanti amici che faticano a dire la propria apparendo come fossero sgraditi e solo grazie al buon senso di qualcuno la notizia è stata pubblicata. E nonostante tutto le sale erano stracolme. Nella prima sera lo Spazio 7 che ho avuto il privilegio di calcare - spazio notoriamente riservato ai grandi eventi (Berlusconi e Vendola) - si è riempito fino all’inverosimile nonostante il servizio d’ordine abbia peccato. Così anche le serate con le vecchie glorie. Penso ai tifosi che si sono lamentati per il mancato invito in occasione della festa del Centenario dove si sentirono estromessi: che non dicessero, un giorno, che “nessuno” li ha pensati… Io li penso sempre, soprattutto nei miei editoriali. Gli Ultras, molti dei tifosi da tastiera, tranne qualche eccezione piacevole, hanno fatto gli gnorri. Così è la vita ma io sorrido a queste cose pur essendo tremendamente vere. Al Centenario il Teatro Team sembrava la curva nord: c’erano gli Ultras, gli amministratori di siti, da me no ma anche senza di loro la sala si è riempita lo stesso come si può evincere dalle foto. Vado avanti per la mia strada consapevole di non dover dimostrare niente a nessuno dall’alto dei miei 50 anni passati da tifoso, prima, e da giornalista dopo. Coloro i quali hanno scioccamente boicottato che si curino il fegato. Ho la coscienza a posto. Ed anche il fegato nonostante ci abbia lavorato tanto, giorno e notte, ma soprattutto ho il sorriso sulle labbra consapevole di aver fatto benissimo. Italo Florio, nella trasmissione di Tamborra, mi ha ringraziato pubblicamente dicendo che se era qui era grazie al sottoscritto. E mi basta questa affermazione per gratificarmi.
2. Il furto delle magliette del Professore Antonucci ha segnato in negativo la manifestazione del “Salone del Calcio” organizzata quest’anno presso l’Expolevante: ha lasciato ancora una volta una pessima impressione della città di Bari a chiunque avesse appreso la notizia sui quotidiani e giornali televisivi. Che appello ti senti di rivolgere a coloro che hanno perpetrato tale scempio?
Ho espresso la mia solidarietà al Maestro Antonucci. Pensa che mezz’ora prima di iniziare, mi ha chiamato quasi piangendo. E mi ha toccato profondamente. Quasi mi ritenevo responsabile. Nessun furto merita il perdono ma questo va ben oltre la cosiddetta ragazzata. Non è stato rubato un portafoglio o una banconota da 50 euro, tutti episodi condannabili sia ben chiaro, ma un effetto personale, un cimelio, come se ci rubassero l’unica foto di un padre morto che abbiamo nel portafoglio o un vecchio medaglione appartenuto alla propria madre morta. Da qui la enorme vigliaccata. Non mi sento rappresentato da questa baresità così come non mi sento rappresentato in molti dialoghi dell’ottimo film del mio amico Bramati, e ribadisco non tutti i dialoghi. Ne prendo le distanze. Quello è il “baresismo” per cui tutta Italia ci irride e che fatichiamo per scrostarcelo via di dosso. Il tessuto sociale sano barese, fortunatamente, è un altro. Poi non si lamentassero se vengono quelli delle Iene a prenderci in giro. Spero che i “mariuoli” si ravvedano e comprendano il grave gesto che hanno commesso. Antonucci ha dato la propria vita per il Bari. Non se lo meritava. Se dovessero restituirle sicuramente ne guadagnerebbe di immagine sia loro che la città.
3. Un commento sulla serata “Bari incontra il Bari” dedicata al forum della stampa locale. Come mai si è verificata una scarsa presenza di colleghi?
La mia idea che era quella di parlare di aneddoti e di episodi del passato calcistico barese coinvolgendo determinati colleghi perché, secondo quanto avevo in mente (essendo io il curatore e l’ideatore della manifestazione ma non l’organizzatore), avrebbero potuto e dovuto raccontare tante cose ai tifosi. So che sono stati invitati regolarmente tramite e-mail ma l’USSI se l’è presa perché, a suo dire, si sarebbe dovuto estendere l’invito a tutti. Non so quanto potesse centrare, ad esempio, un collega che si occupa di pallacanestro o di pallanuoto o di hockey su prato con le trasferte del Bari ad Alcamo, a Rende o a Venezia quando fummo retrocessi sul campo. Piena solidarietà ai colleghi che, comunque, non son potuti venire in quanto impegnati a Siena o assenti giustificati. Non sapevo che per invitare un medico ad un evento nel quale prevedo che un suo contributo possa interessare la platea si debba inviare l’invito al relativo Ordine. Per fortuna non tutti i colleghi l’hanno pensata così, comprendendo lo spirito della serata da me ideata e mi hanno onorato della loro presenza come Sisto e Guastella ma non solo loro, penso a te, De Pascale, Fasano, Zuccaro, Accettura ed altri ancora. E’ stata una sconfitta dal punto di vista umano, la mia, ed anche una grave mancanza di rispetto nei miei confronti che ci avevo lavorato giorno e notte per loro ma, nello stesso tempo, è stata una chiara vittoria dal punto di vista professionale. Mi spiace ma hanno perso un’occasione per tributargli un applauso per quanto hanno dato al Bari. Evidentemente non se lo meritano. Parafraserei una citazione di Guccini: “scusate non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera”…
4. Tra le tante vecchie glorie intervistate, quale ti ha suscitato maggiore emozione? Qual è il ricordo più bello dell’intera rassegna sportiva da te organizzata e condotta?
Tutti. Ma mi perdoneranno i vari Bergossi, il cui eurogol è ancora parte integrante dei miei sogni, Bivi, Joao Paolo, Iorio, Libera Di Gennaro e gli altri: io ero innamorato di Italo Florio e delle sue serpentine. E intervistarlo e passare una serata al ristorante con lui e suo figlio insieme al figlio di Tonino D’Angelo, mi ha gratificato professionalmente ed emotivamente. Sono orgoglioso di aver dato un contributo alla città. E tutto grazie al Dr. Carlo Gentile, organizzatore del Salone del Calcio, che ha creduto in me e che ha lavorato in maniera stacanovista così come hanno creduto in me il Presidente della Fiera e gli enti che ne hanno patrocinato l’evento. E’ la dimostrazione che la cultura paga sempre. A differenza della spettacolarizzazione tipica delle tv locali.
La Redazione di TuttoBari.com ringrazia Massimo Longo per essersi prestato a rispondere alle nostre domande ed a nome dei baresi per aver dato la grande opportunità di conoscere le glorie della vecchia stella del Sud di Oggi e di Ieri,
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