Aurelio De Laurentiis, patron di Napoli e Bari, nelle scorse ore ha esternato alcune dichiarazioni che hanno fatto rumore. "Io sono un passionale per natura, se faccio qualcosa è perché mi diverto. C'è chi gioca a golf, chi a tennis, mentre io sono monotematico con la mia professione. Questo può anche far inquietare mia moglie, ma sono fatto così e non posso cambiare. Quando vai in Lega, il problema è che qualsiasi imprenditore, se vuole davvero fare impresa, deve cambiare ciò che non funziona. In Italia, invece, sembra che non si possa toccare nulla. Ci sono leggi che risalgono addirittura all'Ottocento e che, tra modifiche e aggiornamenti, diventano difficili perfino da comprendere. Cambiare la mentalità di chi fa calcio è complicato. Si parla dei fondi, ma ci sono anche imprenditori che non sono presenti. Io, con grande umiltà, quando sono arrivato non sapevo nulla di calcio e non conoscevo l'ambiente, ma ho partecipato a tutte le assemblee di Lega", il pensiero ripreso da TuttoNapoli.

La bordata... "Tre anni fa invitai Gerry Cardinale a cena. Mi fece un discorso al quale preferii non obiettare, altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori. Dal mio punto di vista diceva cose che non stavano né in cielo né in terra: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da vero imprenditore".

Sezione: News / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoBari
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