Niente proclami, nessun accenno alla classifica e soprattutto nessuna intenzione di farsi ingannare dal momento delle due squadre. Alla vigilia della trasferta dell'Arechi, Massimo Rastelli sceglie la strada della prudenza. Del resto, è proprio questo il tipo di partita nel quale il tecnico biancorosso sa che il Bari dovrà dimostrare di essere cresciuto: contro una squadra costruita per vincere, ferita da un avvio al di sotto delle aspettative e davanti a un ambiente che proverà a spingerla sin dal primo minuto.

Il passaggio più interessante delle parole dell'allenatore è probabilmente quello nel quale invita a non guardare la classifica. Un concetto già emerso dopo la vittoria contro il Cosenza e che torna alla vigilia di una partita ancora più delicata. La Salernitana arriva all'appuntamento con appena 9 punti, ma per Rastelli questo dato conta relativamente. «Ci troveremo di fronte ad un avversario forte, tecnicamente e fisicamente, con grande esperienza, con grandi individualità», ha sottolineato il tecnico. Una descrizione che fotografa bene anche la natura della sfida: il Bari non può permettersi di pensare di affrontare una squadra in difficoltà, perché potrebbe accorgersene troppo tardi.

Rastelli, anzi, mette in conto una reazione. La sconfitta dell'ultimo turno contro il Crotone, arrivata in modo probabilmente inatteso per i campani, può diventare benzina per una squadra che ha bisogno di ritrovare sé stessa. «Mi aspetto una Salernitana arrabbiata e decisa», dice l'allenatore. È quasi una previsione, ma anche un avvertimento ai suoi. Il Bari dovrà essere pronto a reggere l'urto iniziale, a non concedere campo e soprattutto a non regalare nulla.

Ed è qui che torna un altro tema importante: l'errore. «In questo tipo di gare rischi di pagare a caro prezzo ogni minimo errore», osserva Rastelli. Una frase che sembra cucita addosso a una sfida tra due squadre che, almeno nelle intenzioni estive, sono state costruite per stare nelle zone alte. Saranno probabilmente i dettagli a spostare gli equilibri: una palla persa, una lettura sbagliata, una situazione da fermo, una giocata individuale.

Il tecnico, però, non dimentica il momento del suo Bari. I due successi consecutivi contro Sorrento e Cosenza hanno portato i biancorossi in vetta, ma soprattutto hanno aumentato la consapevolezza di un gruppo che, come ammesso dallo stesso Rastelli, ha mantenuto un buon umore anche quando i risultati non erano ancora arrivati con questa continuità. Le vittorie, naturalmente, aiutano: danno fiducia, rafforzano il lavoro quotidiano e permettono di affrontare gli allenamenti con una convinzione diversa.

E proprio l'allenamento è un altro degli aspetti sottolineati dal tecnico. Entusiasmo, disponibilità, voglia di migliorare. Parole che raccontano una squadra ancora alla ricerca della propria dimensione definitiva, ma che sembra avere trovato almeno una direzione. Il Bari non è ancora una macchina perfetta e le ultime prestazioni lo hanno dimostrato. Ma sta facendo punti mentre aspetta di raggiungere una condizione migliore, e questo rende la crescita potenzialmente ancora più interessante.

Domani, però, ci sarà un contesto diverso. L'Arechi, una delle cornici più calde della categoria, sarà chiamato a spingere la Salernitana. E Rastelli lo sa bene: «Giocheremo in uno stadio e in un ambiente dove il calore della tifoseria si fa sentire». Anche questo fa parte del test. Perché il Bari dovrà dimostrare di saper giocare con la stessa personalità anche lontano dal San Nicola, in una partita nella quale il peso emotivo sarà inevitabilmente alto.

Nessun proclama, dunque. Solo la consapevolezza che questa è una di quelle partite che si preparano quasi da sole sul piano delle motivazioni. E che, proprio per questo, rischiano di essere decise dalla capacità di rimanere lucidi quando la partita si accenderà.

Rastelli lo ha detto chiaramente: la Salernitana proverà a sfruttare le proprie qualità per mettere il Bari in difficoltà. Ai biancorossi il compito di limitarle. E magari di dimostrare, all'Arechi, che i 16 punti raccolti finora non sono soltanto il frutto di un buon avvio, ma la prima traccia di qualcosa che può diventare molto più consistente.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 03 ottobre 2026 alle 22:00
Autore: Antonio Testini
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