Sipario sul ritiro abruzzese del Bari, che archivia la prima fase di preparazione estiva lasciando in eredità indicazioni tattiche ben precise e un’ossatura di squadra che inizia a delinearsi con chiarezza: il lavoro svolto a Roccaraso ha mostrato un Bari che gioca col 4-3-3 costantemente: quasi sicuramente non solo coincidenza o semplice indizio di inizio stagione. Pur con una rosa ancora chiaramente approssimativa e in attesa dei nuovi squilli del calciomercato, mister Massimo Rastelli ha tenuto a rimarcare con forza il proprio credo tattico al di là degli interpreti a disposizione, mettendo le basi per un'identità di gioco definita e riconoscibile.

Le amichevoli estive hanno offerto spunti importanti su quali figure potrebbero formare la spina dorsale del nuovo corso biancorosso, evidenziando una serie di interpreti impiegati sempre dall'inizio nelle prime uscite ufficiali: da Cerofolini tra i pali (se resterà) a Mane presidiato sulla fascia destra, passando per le geometrie di Verreth in cabina di regia e la posizione da ala sinistra affidata a Sibilli, impreziosita pure dalla fascia di capitano al braccio. Tutti elementi visti convintamente sia nella prima che nella seconda amichevole, veri e propri punti fermi di un progetto che, su di loro, dimostra di voler puntare senza esitazioni.

Negli undici proposti con maggiore continuità da Rastelli figurano pure Mantovani in mezzo alla difesa - con l'ex Salernitana che più di Vicari sembra avere concrete chance di riconferma e permanenza - e Maggiore nel ruolo di mezz'ala d'inserimento: il laboratorio estivo chiude così i battenti, consegnando all'ambiente una squadra che ha già scelto la propria veste tattica e attende solo gli ultimi ritocchi per presentarsi ai blocchi di partenza.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 30 luglio 2026 alle 08:00
Autore: Enrico Scoccimarro
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