Il Bari rischia seriamente. Con sei partite alla fine della stagione, ogni errore può pesare e ogni successo può riaprire spiragli di salvezza. Dalla sfida contro il Modena fino allo scontro diretto con la Virtus Entella, la squadra di Longo si gioca tutto: punti, fiducia e speranze di restare in Serie B. Tra attaccanti che devono ritrovare incisività, esterni che devono garantire equilibrio e giocatori di esperienza pronti a guidare il gruppo, il rush finale promette sicuramente tanta tensione. Dieci domande, dieci risposte per capire chi può fare la differenza, quali partite saranno decisive e come il Bari potrà affrontare l’ultima fase della stagione senza lasciarsi schiacciare dalla pressione chiamata Serie C.

Quali partite attendono il Bari fino alla fine e quali scontri saranno davvero decisivi?

Il Bari ha davanti sei partite fino alla fine della stagione, senza contare eventuali playout. Si parte lunedì 6 aprile con il Modena, sesto in classifica e quasi certo dei playoff: per gli avversari conterà soprattutto consolidare la posizione e il vantaggio in zona playoff. Arriveranno poi sfide delicate contro squadre di alta classifica: il Monza, secondo, e il Venezia, primo, entrambe impegnate fino all’ultimo nella corsa promozione in un finale incertissimo. Attenzione alla successiva sfida contro l’Avellino, che con soli quattro punti di distacco dalla zona playoff lotterà fino alla fine per agganciarli. Una delle partite più decisive sarà la penultima contro la Virtus Entella, proprio sopra il Bari in classifica: se la classifica dovesse rimanere sostanzialmente invariata - seppur difficilmente - sarà proprio questo lo scontro per la permanenza in Serie B. L’ultima giornata vedrà il Bari affrontare il Catanzaro, già quasi certo dei playoff.

Rao può ancora fare la differenza?

Senza dubbio Rao è uno dei giocatori su cui il Bari può ancora contare in questa fase delicata della stagione. Aveva già mostrato sprazzi di qualità all’inizio del campionato, ma dall’arrivo di Longo è diventato probabilmente il simbolo di questo finale, anche in un momento non facile per la squadra. Con 6 gol e un assist in 12 partite, il suo rendimento è più che rispettabile. Rao ha dimostrato di saper giocare sotto pressione e di emergere nei momenti decisivi. Nonostante la giovane età, è uno dei pochi giocatori davvero in grado di fare la differenza con voglia e grinta, un punto di riferimento a cui aggrapparsi.

Moncini riuscirà a segnare il suo decimo gol e chiudere in doppia cifra?

Il capocannoniere del Bari è fermo a 8 gol: con sei partite ancora da giocare, potrebbe tranquillamente raggiungere la doppia cifra. D’altronde, per un attaccante, andare in doppia cifra dovrebbe essere quasi una prassi. Il suo rendimento, però, è calato nel corso della stagione, complice anche le difficoltà della squadra: cinque gol nelle prime nove giornate, poi undici partite senza trovare la rete. Dall’arrivo di Longo sono arrivati tre gol, e proprio in questa fase così complicata, le sue reti potrebbero tornare ad essere decisive per la salvezza. Se il Bari vuole salvarsi, tanto passerà anche dall’attacco, rimasto, troppo spesso, a secco. 

Chi è la scelta giusta come esterno a destra?

Per la fascia destra, la scelta più convincente e sicura resta Dickmann. Quando è in campo, il Bari beneficia sia della sua solidità difensiva sia del contributo alla fase offensiva: un gol contro l’Avellino, tre assist e una presenza costante nelle chiusure testimoniano quanto possa incidere sul gioco. Pucino, schierato in quel ruolo per emergenza, ha mostrato alcune difficoltà nel contenere le sortite avversarie, e il tentativo di Longo di spostarlo lì per esigenze di formazione non ha dato i risultati sperati. In assenza di Dickmann, tra Mane e Piscopo è stato quest’ultimo a offrire più affidabilità, viste le buone prestazioni e il gol realizzato contro il Padova, ma resta chiaro che il rendimento complessivo della squadra migliora quando Dickmann torna titolare.

Dieci gol subiti nelle ultime quattro partite, una difesa “ballerina” che non convince: perché?

Quattro gol dal Pescara, uno dalla Reggiana, due dal Frosinone e tre dalla Carrarese: nelle ultime partite al Bari è mancata soprattutto la stabilità difensiva mostrata, seppur non al massimo, in precedenza. Gran parte dei problemi, almeno nelle ultime due sconfitte, sembra legata all’assenza di Mantovani, che ha fatto perdere sicurezza alla squadra, lasciando emergere le tante fragilità difensive. Per le sei partite ancora da giocare, i titolatissimi della retroguardia saranno con ogni probabilità Odenthal, Cistana e proprio Mantovani, chiamati a garantire presenza fisica e appoggi affidabili. 

Gytkjaer e Cuni deludono, ma possono tornare a essere determinanti nel rush finale?

Il Bari fatica a trovare la via del gol e non è una novità: quello biancorosso è l’attacco meno prolifico del campionato. Gytkjaer, punta di riferimento arrivata durante il mercato estivo, non ha convinto: in 22 presenze, ha segnato appena 3 reti e nelle ultime partite ha mostrato scarsa incisività. Anche Cuni, arrivato a gennaio, non è riuscito a lasciare il segno: in 9 partite l’unica azione rilevante è stata il gol annullato nell’ultima sconfitta contro la Carrarese. In queste ultime giornate, il Bari avrà bisogno di tutti e spera che anche Gytkjaer e Cuni possano ritrovare continuità e incisività, diventando quanto più possibile determinanti nel finale di stagione.

Pucino, Dorval e Bellomo hanno già affrontato la pressione dei playout e vinto: possono fare la differenza?

Sono i tre giocatori che forse più di tutti conoscono la pressione dei playout, avendoli già vissuti e vinti. Nel 2023/24 furono protagonisti della vittoria contro la Ternana, con un punteggio complessivo di 4-1. La loro esperienza può essere un fattore decisivo in questo finale di stagione, perché sanno cosa significa giocarsi tutto fino all’ultimo minuto. In un finale di stagione dove ogni punto può fare la differenza, giocatori con questo bagaglio di esperienza possono davvero fare la differenza.

Bellomo, l’unico barese in squadra, può diventare il leader in questo finale così complicato?

Quest’anno Bellomo ha segnato due gol: uno contro il Catanzaro e uno nella vittoria contro la Samp. Pur avendo giocato solo circa 200 minuti, quando viene chiamato in causa risponde sempre presente. Il vero valore di Bellomo, però, va oltre i numeri: è l’unico giocatore legato profondamente alla città e alla squadra. Cresciuto nei vicoli di Bari Vecchia e nel settore giovanile biancorosso, ha esordito in Serie B già nel 2008/09 e, nonostante le esperienze altrove, il suo legame con il Bari non si è mai spezzato. Questa storia di appartenenza lo rende un punto di riferimento per la squadra e per i tifosi. In campo, il suo impegno, la dedizione e la capacità di trasmettere sicurezza nei momenti difficili possono fare la differenza. Bellomo sa cosa significa indossare questa maglia e portarne sulle spalle il peso emotivo: qualità che possono trasformarlo in un leader per il Bari.

Non solo un rischio ma ora uno scenario concreto: retrocessione diretta senza playout?

Ad oggi il Bari giocherebbe i playout, ma il vero pericolo è un altro. Se il distacco dalla Virtus Entella dovesse salire a quattro o più punti, gli spareggi non si disputerebbero nemmeno: in quel caso, i biancorossi retrocederebbero direttamente. Con i 31 punti attuali contro i 34 dell’Entella, il margine è ancora di tre lunghezze, ma resta sottilissimo. Questo significa che il Bari non può permettersi passi falsi: più che evitare i playout, l’obiettivo è non sprofondare ulteriormente e tenere aperta almeno la possibilità di giocarsi la salvezza. Molto, forse tutto, potrebbe decidersi proprio alla penultima giornata, quando il Bari affronterà la Virtus Entella in uno scontro diretto che avrà tutti i contorni di una sfida da dentro o fuori.

Longo ha le chiavi per tirar fuori il Bari da questa situazione ?

Sì, Longo può essere l’uomo in grado di portare il Bari alla salvezza. In un finale di stagione così complicato, con una squadra che più volte ha mostrato limiti soprattutto sul piano della continuità e della tenuta mentale, il ruolo dell’allenatore diventa forse il più importante. La differenza può farla soprattutto nella gestione del gruppo: tenere alta la concentrazione, evitare cali nei momenti più difficili e dare equilibrio a una squadra che troppo spesso è apparsa smarrita. In questo senso, Longo con la sua capacità di trasmettere responsabilità ai giocatori potrebbe rivelarsi fondamentale. Il Bari ha bisogno di una guida forte in queste ultime partite, qualcuno che sappia tenere unita la squadra e accompagnarla in un finale dove ogni dettaglio pesa. E proprio per questo, la sensazione è che la salvezza possa passare soprattutto dalle sue mani.

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 28 marzo 2026 alle 18:00
Autore: Martina Michea
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