Fra le note positive della sconfitta di Frosinone c'è, ancora una volta, da sottolineare la prestazione di Emanuele Rao. L'ex Spal, al primo tiro in porta, ha trovato la rete con una conclusione di pregevolissima fattura. Il Bari poi si è fatto raggiungere dal bel gol di Fini. Intorno alla mezz'ora è capitata un'altra grossa occasione sui piedi del classe 2006 che, purtroppo, non è stata concretizzata. In avvio di ripresa i padroni di casa hanno trovato il gol del sorpasso e poco dopo lo stesso Rao è stato sostituito. Il cambio ha fatto storcere il naso a molti ma, nel post gara, Longo ha chiarito che il trequartista barese aveva chiesto il cambio già all'intervallo e che dunque la sostituzione era fisiologica.

De Pieri, subentrato allo stesso Rao, ha provato qualche sortita in avanti con giocate di ottima fattura ma, nel complesso, la squadra ha prodotto ben poco.Un particolare che salta all'occhio riguarda, inevitabilmente, l'importanza di Rao: quando il 19enne lascia il campo il Bari spegne la luce. È un dato di fatto e lo si è osservato, più che mai, allo "Stirpe". Col passare delle giornate è diventato un giocatore cardine per i suoi e questo è un plus per il Bari ma anche un grosso problema. I sostituiti ci provano ma non riescono a offrire lo stesso grado di qualità del giovane approdato in prestito dal Napoli.

La domanda resta sempre la stessa: cosa spingeva Vivarini e Caserta a non schierare mai Rao? Quanti punti avrebbe in più il Bari schierando sempre titolare il classe 2006?Queste domande assumono una maggior valenza se rapportate al basso tasso tecnico della rosa del Bari, soprattutto nella prima parte di stagione.

Ora, all'orizzonte, c'è un'altra fondamentale partita con la Carrarese, da vincere a tutti i costi. E Rao, ancora una volta, dovrà prova a tracciare il sentiero per  i suoi.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 20 marzo 2026 alle 13:00
Autore: Armando Ruggiero
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