Terzultima giornata di campionato e il Bari si ritrova ancora una volta dentro una partita che pesa una stagione. Al Partenio-Lombardi i biancorossi sfideranno l’Avellino in uno scontro diretto che, a questo punto della stagione, vale molto più dei tre punti: da una parte la corsa salvezza dei biancorossi, dall’altra quella dei padroni di casa verso i playoff, in un finale di campionato che si gioca tutto su dettagli e nervi.

La classifica bassa racconta con chiarezza il clima di tensione per il Bari. Tre squadre sono appaiate a 33 punti in piena zona retrocessione, il Bari è appena sopra a quota 34 in piena zona playout, mentre la Virtus Entella prova a respirare a 36. Più avanti, ma ancora non al sicuro, l’Empoli rappresenta la soglia della salvezza immediata a 37 punti. Uno scenario cortissimo, in cui ogni risultato, per il Bari, può ribaltare completamente gli equilibri da una giornata all’altra. In questo contesto, i biancorossi continuano a portarsi dietro due dati che pesano come un giudizio: attacco peggiore del campionato e seconda peggior difesa. Numeri che spiegano meglio di qualsiasi parola il percorso e la stagione complicata vissuta quest'anno.

A rendere il quadro ancora più particolare c’è una vigilia atipica. Nella giornata di ieri mister Longo ha scelto la via del silenzio, non parlando nella consueta conferenza stampa e ha preferito non ufficializzare l’elenco dei convocati già ieri. Un silenzio che aggiunge incertezza a una gara già di per sé ad altissima pressione, in cui servirà una risposta soprattutto mentale oltre che tecnica.

Poi c’è il contorno che, in partite come questa, diventa sostanza e spesso fa la differenza: la rivalità tra Avellino e Bari. Una sfida che non è mai soltanto campo. Il rapporto tra le due tifoserie affonda le radici in dinamiche storiche e intrecci del tifo organizzato che risalgono agli anni ’80, quando equilibri e alleanze tra gruppi ultras hanno contribuito a creare contrapposizioni ancora oggi molto sentite. Nel tempo il clima si è irrigidito ulteriormente, alimentando una rivalità diventata stabile nel panorama calcistico del Sud. Un "brutto rapporto" espresso già nel 2008, quando il Bari incrociò proprio gli irpini in una stagione conclusa con una retrocessione per l’Avellino, episodio che naturalmente ha lasciato strascichi nell’immaginario delle due tifoserie.

A rendere il quadro ancora più caldo, anche la solita risposta del pubblico biancorosso: i circa 500 biglietti destinati al settore ospiti sono stati polverizzati in poche ore dai tifosi, a conferma di una presenza massiccia e attesa anche ad Avellino.

Dentro questo scenario si inserisce anche il tema degli ex, sempre presente in gare dal peso emotivo così alto. Nell’Avellino oggi figurano Simic, Favilli e Sgarbi. Il primo ha vissuto una stagione di buon rendimento, con tre gol e un assist, anche se un problema fisico lo mette fortemente in dubbio per la sfida. Favilli, invece, ha vissuto un’annata complessa, segnata dagli infortuni che ne hanno limitato fortemente l’utilizzo a sole cinque presenze, anche se nell’ultima giornata è arrivato un assist che ha quantomeno lasciato un segnale. Più defilato Sgarbi, ma comunque parte di un gruppo che conosce bene l’ambiente e le sue pressioni.

Sarà quindi una partita in cui si incroceranno necessità, rivalità e tensioni di classifica. Il Bari arriva con l’urgenza di fare punti e con la consapevolezza che il margine di errore è ormai ridotto al minimo, quasi a 0. L’Avellino, dal canto suo, proverà a sfruttare il fattore casa e il contesto emotivo per indirizzare una sfida che, per entrambe, può valere una stagione intera.

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 15:00
Autore: Martina Michea
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