Nel corso della nostra intervista a Giovanni Marchese, ex calciatore del Bari nella stagione 2008 e autore di un gol contro l’Avellino - prossimo avversario dei biancorossi - abbiamo toccato diversi temi, dalla Nazionale ai ricordi legati alla sua esperienza in Puglia. Ecco le sue parole.

Sulla partita con l’Avellino: “Sicuramente non regalerà niente e conosco bene il peso che questa gara ha per i baresi, sia per la classifica sia per il rapporto tra le tifoserie. Ricordo che qualche anno fa, a Bari, feci un gol proprio contro l’Avellino, che poi retrocesse. Tra le due tifoserie non scorre buon sangue e, di sicuro, gli avellinesi vorranno vincere anche per spingere il Bari verso la retrocessione. Sono le partite più difficili, perché ognuno lotta per un obiettivo: dai playoff alla salvezza, fino al miglior posizionamento possibile. Finché non hai la certezza di essere salvo, nessuno regala nulla.”

Il ricordo più bello di Bari: “Quando sono arrivato c’erano pochi tifosi, perché la squadra non stava andando bene. Poi siamo riusciti a portare 10.000 persone allo stadio: avevano visto che con l’arrivo di Conte e qualche acquisto, la situazione stava migliorando e alla fine ci siamo salvati alla grande. Questo mi è rimasto impresso. Poi sono andato a Salerno e nonostante abbia giocato solo sei mesi, i tifosi del Bari mi hanno voluto sotto la curva, che era completamente piena. Per me è stato qualcosa di bello e particolare: significa che qualcosa l’avevo lasciata per quella maglia e quella società. Sono davvero contento di ciò che ho fatto in quei sei mesi e i tifosi me l’hanno riconosciuto. Ne sarò sempre grato.”

Su Conte in Nazionale… “Ho avuto il piacere di essere allenato da lui a Bari. Sicuramente è un top player, un acquisto da top player. Ovviamente, però, ha bisogno dei giocatori. Io penso che l’Italia possa anche iniziare bene, perché i giocatori bravi ci sono. Secondo me il calcio, a livello mondiale, si è molto equilibrato e per questo stiamo facendo un po’ di fatica. Non si può parlare di colpe, ma di costruzione: costruire giovani, costruire centri sportivi, cercare di far crescere questi ragazzi che meritano davvero. Ci sono tanti italiani validi su cui puntare, bisogna dare fiducia senza massacrarli, ma aiutarli a esprimere il loro potenziale, senza giudicarli già dalla prima partita. Solo così, secondo me, l’Italia e la Nazionale possono venirne fuori. Conte è un ottimo allenatore, ma il mister avrà tante scelte da fare a fine stagione e valuterà quale sarà la migliore.”

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 23 aprile 2026 alle 19:00
Autore: Martina Michea
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